‘Tentativi di botanica degli affetti’

d6be12bdd17898891da2a8cbd27c321c.jpgBianca, acquarellista nel primo Ottocento, chiamata a ritrarre il patrimonio botanico di un famoso poeta, don Titta, che coltiva piante e fiori nella sua tenuta di Brusuglio, nella periferia milanese. Beatrice Masini racconta la storia di questa giovane donna che fa scelte ”non convenzionali” e svela l’aspetto ”georgico” di Alessandro Manzoni attraverso la figura di don Titta in ‘Tentativi di botanica degli affetti’, con cui è, unica donna, nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2013 che saranno premiati il 6 settembre, in una serata di gala al Casinò di Venezia. Mentre la cerimonia finale con il supervincitore sarà il 7 settembre alla Fenice di Venezia, trasmessa per la prima volta in diretta su Rai5. Gli altri finalisti sono: ‘L’ultimo ballo di Charlot’ (Sellerio), Giovanni Cocco con ‘La caduta’ (Nutrimenti), Valerio Magrelli con ‘Geologia di un padre’ (Einaudi) e ‘L’amore graffia il mondo'(Mondadori) di Ugo Riccarelli, morto il 21 luglio scorso, che resta in gara come previsto dal regolamento.

”E’ un momento magico. Il Campiello è considerato un premio di qualità e alla qualità” dice all’ANSA la Masini, autrice di numerosi libri per ragazzi e bambini ed editor Rizzoli in questo settore, che con questo romanzo ha fatto il suo debutto nella narrativa per adulti. ”C’è una differenza – dice – soprattutto nell’uso del linguaggio. Ho scritto libri anche per bambini molto piccoli e in quel caso devi avere un vocabolario molto preciso. La differenza maggiore quando scrivi per ragazzi o per adulti è che non devi necessariamente pensare al lettore”.

Più che Manzoni e la sua famiglia nel romanzo c’è la presenza molto forte di un luogo: Brusuglio dove la scrittrice vive e dove l’autore de ‘I promessi sposi’ aveva la sua villa estiva.

”Non riproduco nel romanzo la vita della famiglia Manzoni, ma alcune caratteristiche si ritrovano. Come la passione per l’agricoltura e la botanica di Manzoni”. Bianca, sola al mondo, giovane e inesperta, ospite della famiglia Manzoni, parte da quello che sa fare meglio, gli acquerelli, e trasforma tutto questo in un mestiere. ”E’ un personaggio di pura invenzione – spiega la Masini – anche se mi sono ispirata a quelle figure femminili che, in epoca vittoriana, venivano chiamate ‘le donne di fiori’ perché facevano acquerelli di piante e fiori sotto pseudonimo maschile. Attraverso Bianca vendico un po’ queste signore perché lei lo fa liberamente trasformandolo in una professione”. C’e’ anche la servetta Pia, tredicenne, che pur facendo la domestica sa leggere e scrivere. ”Anche lei una figura non convenzionale” dice la Masini e aggiunge: ”Dietro la matrona della famiglia di don Titta, Donna Clara, c’è invece in controluce Giulia Beccaria, vissuta tra fine ‘700 e inizio ‘800, viaggiatrice, amante della cultura”.

Nel romanzo c’è anche la Milano della Scala, della vita culturale cittadina e anche qui la Masini si è ispirata alla casa di Manzoni nel capoluogo lombardo quando racconta il trasferimento invernale di Bianca con la famiglia di don Titta in città. ”Non sono una studiosa, non potevo fare un lavoro preciso sulla storia manzoniana. Ho preso i luoghi, la passione di Manzoni per la botanica e di quel tipo di vita che era simile a quella dei nobili dell’epoca. E’ molto più semplice scrivendo potersi ancorare a qualcosa di reale come i luoghi, gli scenari”.

Dopo questi mesi di clima un ”po’ irreale” la Masini è pronta per il gran finale: ”Sarebbe stato bello che ci fosse anche il quinto finalista, ma purtroppo siamo un quartetto” conclude pensando a Riccarelli.

‘Tentativi di botanica degli affetti’

di Beatrice Masini
(BOMPIANI, PP. 324, EURO 17.50)
‘Tentativi di botanica degli affetti’ultima modifica: 2013-09-18T15:44:20+00:00da libriforever
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