‘Suburra’

a7e2be26e09fa08f3dc40167363ed7c8.jpgLa città è sempre la stessa, Roma. ”Se il Dandi non si fosse montato la testa, sarebbe rimasto ancora per un pezzo il numero uno. Ma se non si fosse montato la testa, non sarebbe stato il Dandi”: la banda della Magliana non c’è più, se non nel ricordo di chi la conobbe come il Samurai, così soprannominato proprio dal Dandi. E’ lui oggi il numero uno, che continua a operare in una città in cui il malaffare, gli incroci tra politica, malavita, istituzioni, uomini di Chiesa e mafia, invece di finire travolto dagli scandali, è andato aumentando in misura esponenziale.

La Roma da spolpare che, dopo ‘Romanzo criminale’, Giancarlo De Cataldo mostra assieme al giornalista di Repubblica Carlo Bonini, è sempre più noir con il grottesco che si è impadronito della realtà. Non c’è più alcuna umanità, e non parliamo di pietà, come si capisce sin dal prologo di questo racconto, che è solo l’inizio di una mattanza, di una scia ininterrotta di sangue che pare non fermarsi davanti a nulla. Al centro, quel che esce dalle carte sequestrate al malavitoso Rocco Anacleti, che ”coprivano l’intera area tra l’Eur e i confini della provincia di Latina, passando per Ardea, Pomezia e Casalazzara, con tanto di dettagliate illustrazioni del litorale di Ostia”, firmate da Mailand&Partners, uno dei più prestigiosi studi d’architettura al mondo, a dimostrare che doveva esserci qualcosa di grosso, qualcuno potente e importante dietro ”quegli analfabeti della Romanina” degli Anacleti, che nelle case tenevano sempre accesi i caminetti, estate e inverno, per potervi bruciare di corsa documenti, droga in caso di pericolo. E’ chiaro che esisteva qualcuno che era stato capace di pensare di poter trasformare il litorale romano in un waterfront: Boardwalk Empire, Atlantic City, Italia, in un susseguirsi di casinò, alberghi, ristoranti, palestre, yacht, negozi. Una mega speculazione che coinvolge inevitabilmente tutti.

Certo c’erano i danni fatti dalle giunte comuniste in Campidoglio, che avevano proclamato ”il mare è di tutti”, un problema, e la spiaggia andava liberata, ripulita, magari con una serie di incendi dolosi a stabilimenti e chioschi, come del resto ha raccontato anche la cronaca vera, dei giornali, l’anno appena passato, per una guerra tra clan più o meno potenti. E la lotta tra clan, in vista di un simile bottino, sta alla base del racconto che però vede intervenire una serie numerosa di ogni genere di persone, da quelle al di sopra di ogni sospetto (come si diceva un tempo) ovvero gli Intoccabili, come li classificano gli autori nel loro lungo elenco dei personaggi del romanzo, avvicinando loro i Servitori dello Stato (dal tenente colonnello Marco Maltesta e il capitano Alba Bruni sino alla mela marcia Carmine Terenzi), poi le gang della Romanina e di Ostia, spietatamente usate dagli intoccabili della malavita, detti i Fuoriclasse. E poi ancora ecco i Ribelli, la Gente per bene e altri ancora. Insomma, attorno ai protagonisti le cui vicende coinvolgono e appassionano il lettore, un romanzo corale di un mondo corrotto e quasi senza speranza. Con bel ritmo, ecco tante piccole storie esemplari, da onorevoli ricattabili a escort a caccia di possibili ricatti, magistrati troppo ambiziosi, faccendieri senz’anima, e cosi’ via, il peggio di tutto quanto la storia degli ultimi vent’anni ci ha mostrato. E proprio in questi echi che riconosciamo veri, reali, sta il nocciolo angoscioso di questa storia che vuole evidentemente essere un grido d’allarme, un avvertimento che immagina e vuol farci immaginare quel che potrebbe accadere davvero.

‘Suburra’

di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini
(EINAUDI, pp.482 – 19,50 euro).


‘Suburra’ultima modifica: 2013-09-18T16:03:53+00:00da libriforever
Reposta per primo quest’articolo