‘Datura’

c6b6ec4ac1139f9c3cd654495c880d3f.jpgPatrizia Cavalli, una delle più significative poetesse contemporanee, ritorna in libreria a sei anni di distanza dalla sua ultima raccolta, ‘Pigre divinità e pigra sorte’. ‘Datura’, questo il titolo dell’ultimo libro, riunisce oltre a molti inediti anche alcune opere pubblicate in singole plaquette. È il caso, tra le altre, di ‘La Patria’ (Nottetempo 2010), ‘Datura’ (Allemandi 2011) che dà il titolo al libro e del poemetto ‘Tre risvegli’ (Nottetempo 2008).

Nel poemetto ‘Tre risvegli’ la Cavalli, come in molte altre sue poesie, mette al centro il corpo. Il mal di testa della protagonista è il male d’amore che si placherà solo con l’arrivo dei temporali. Due i protagonisti: l’Innamorata, il Messaggero e come nelle opere dell’antichità è presente anche il Coro che, in apertura, intona la Canzone del Mal di Testa: ”Ecco l’insulto, ecco la percossa! / Si gonfiano i tessuti nella testa,/ la pompa per la quale il sangue gira/ perde di colpo la sua giusta forza…”. E l’Innamorata ad un certo punto si chiede: ”Che cosa voglio io, voglio le nuvole/che portano la pioggia, o quel suo corpo singolo/che porta in sé l’amore? In tutte e due le cose/c’è la guarigione. Ma cosa viene prima?”.

In anni di retorica sulla patria, Patrizia Cavalli con la poesia ‘La Patria’ restituisce il significato alla parola: ”Dalle mie parti io l’incontro spesso/e sempre dove meno me l’aspetto./Appena l’altro ieri in una donna/che puliva i broccoli al mercato…” e prosegue: ”… bisogna/riconoscerlo, la patria ama le piazze,/ma se a animarle c’è il mercato,/non certo se le invade l’ululato” per concludere: ”Sì, è più facile trovarla in chi lavora,/soprattutto se lo fa con le sue mani./Ma deliziosamente sta persino/in certi sfaccendati’.

Ci sono nelle poesie della Cavalli le domande di sempre sulla vita e sulla morte: ”Salivo così bene le scale,/possibile che io debba morire?”. In fin dei conti è nel gusto delle piccole cose della vita che ci si dimentica del destino di morte: ”Mai avrei potuto sembrare più perfetta, le chiavi in mano/col verde laccio di gomma/ che le tiene e dondola. Ma adesso/ che cazzo vuole da me questo dolore/ al petto quasi al centro! Che faccio, muoio?/O resto e mi lamento?”.

Nell’ultima poesia del libro, ‘Datura’, la poetessa confessa di non volere andarsene così e di avere un’ambizione: ”accogliere la lingua che mi è data/ e, oltre il dolore muto, oltre il loquace/suo significato, giocare alle parole/immaginando, senza un’identità,/una visione. Come di fronte a un fiore/di datura”.

‘Datura’

di Patrizia Cavalli
(EINAUDI, PP 123, EURO 12,00)
‘Datura’ultima modifica: 2013-09-18T15:58:23+00:00da libriforever
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