Un covo di vipere

1372074180523_vipere.jpgUna verita’ sordida, inconfessabile, da tragedia greca, che Montalbano non vorrebbe rivelare neanche a se stesso. Un segreto che il commissario arriva a svelare, tra un indizio e un’intuizione, con incredulita’ e quasi con rifiuto. C’e’ un caso di incesto al centro di ‘Un covo di vipere’, il nuovo romanzo con cui il prolifico Camilleri riporta in libreria il suo personaggio piu’ amato dopo l’epopea da ascolti record dell’ultima serie tv.

L’autore racconta nella nota finale il suo personale tormento, spiegando che la scrittura del romanzo risale al 2008: ”La pubblicazione venne allora rimandata – scrive – perche’ troppo vicina a La luna di carta del 2004, dove non avevo avuto il coraggio di sviluppare fino in fondo un tema che continua a essere di difficile trattazione come l’incesto. Qui mi ci sono provato”.

Quando viene trovato ucciso, con un colpo di pistola in piena faccia, il ragioniere Cosimo Barletta, a Montalbano sembra prospettarsi un caso di scuola: usuraio, ricattatore e donnaiolo, l’uomo aveva tanti nemici. Ma le indagini porteranno il commissario in un covo di serpenti, tra le perversioni di Barletta e i legami di odio e rancore tra la vittima e i familiari, in particolare con il figlio Arturo e con la figlia Giovanna, bellissima e misteriosa. Mai come stavolta, forse, Montalbano finira’ invischiato nelle pieghe piu’ perverse della psiche umana, al di la’ del confine tra innocenza e crudelta’, ingiustizia e perversione.

Attorno al commissario, la consueta, straordinaria galleria di comprimari, dal goffo Catarella al puntiglioso Fazio, dallo ‘sbruffone’ ma decisivo Augello alla preziosa Adelina. E c’e’ un barbone sui generis, che vive in una grotta non distante da Marinella, parla un italiano perfetto e in una notte di pioggia si rifugia sulla verandina di Montalbano. Sara’ proprio lui, l”uomo della grotta’, ad incuriosire Livia, qui presente e partecipe piu’ che negli ultimi romanzi. E stavolta il distacco da lei sara’ piu’ duro dei precedenti. ”Stavota, alla malincunia per la pirsona amata che sinni annava luntana, s’era aggiunta la consapevolezza della so’ solitudini. ‘Na solitudini affollata da quelli del commissariato, ma sempre solitudini”.

Una volta gli piaceva, ammette Montalbano, ma ora ”gli accommenzava a pisari”. Forse anche un presagio dell’abisso malsano in cui finira’ risucchiato.

 

Un covo di vipere

di Andrea Camilleri
Un covo di vipereultima modifica: 2013-08-28T00:55:53+00:00da libriforever
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