‘Cos’e’?’

8ca017ba4bf9b420f4f0b4c6ea442367.jpgTra gli autori coreani piu’ tradotti nel mondo, in 25 lingue, riconosciuto come il piu’ importante poeta vivente della Corea del Sud, Ko Un, che e’ stato tra i candidati al Nobel per la Letteratura, e’ ancora quasi sconosciuto in Italia dove ora esce nella nuova collana ‘poeti.com’ di Nottetempo la sua preziosa raccolta ‘Cos’e’?’ di poesie minime, tradotte da Vincenza D’Urso con una nota di Allen Ginsberg e del monaco buddista Thich Nhat Hanh.

”La poesia prende in prestito una parte dei tanti sogni che ci sono in giro. E il sogno non e’ un’azione che si proietta solo nel futuro, ma anche in un passato molto antico” dice Ko Un, in questi giorni in Italia dove ha ricevuto a Venezia il riconoscimento di membro onorario dell’Universita’ Ca’ Foscari, e partecipato, a Roma, al Festival Letterature alla Basilica di Massenzio.

Ispirate alla filosofia Son, lo Zen coreano, le sue poesie sono come illuminazioni improvvise, frecce che vanno alla ricerca di una risposta sul senso dell’esperienza e della vita del cosmo. ”Alla montagna al tramonto:/che cosa sei?/ che cosa sei, sei, sei, sei, sei…’ scrive in ‘Eco’. E ancora: ”Troppa fretta, troppa fretta!/chiamare fuoco/la legna da ardere. Che modi!”. ”Il Son non e’ altro che amore verso un mondo nuovo, proprio come una madre sa sempre cosa vogliono i propri figli, e i figli sono sempre alla ricerca della propria madre. Cos’e’?” dice nell’introduzione alla raccolta Ko Un.

Attivista politico, piu’ volte incarcerato, torturato fino a perdere l’udito da un orecchio, Ko Un, che vive a Seoul, e’ autore di oltre 150 opere tra poesie, saggi critici e romanzi, oltre che pittore. Durante la prigionia, all’inizio degli anni ’80, ha concepito e tenuto nella testa, non avendo penna e fogli per scrivere, la sua opera piu’ nota, Maninbo (Diecimila vite che in Oriente e’ un numero infinito), ritratti in trenta volumi e sta lavorando al trentunesimo. Nato nel 1933 da una famiglia di contadini, Ko Un ha assistito agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, alla guerra fratricida di Corea del 1950-53, e’ stato monaco buddista, poi, abbandonato il saio, ha attraversato la disperazione, il nichilismo, l’alcolismo, la prigionia e le torture, ed e’ diventato marito e padre a 50 anni. ”La nostra societa’ – spiega Ko Un – ci porta a convivere e condividere con il nemico perche’ l’io e’ forte. Non possiamo pensare che se il nemico sta fuori dalla nostra stanza siamo al sicuro. Estremizzando il concetto posso dire che il nemico e’ dentro di me e la soluzione di questo rapporto e’ un processo che richiede molto tempo”. ”Se scomparissi tu/il nord svanirebbe/il sud svanirebbe/est e ovest svanirebbero./No” scrive Ko Un. ”Non so spiegarle, ne capisco solo a meta’ le implicazioni e nello stesso tempo sono attratto dal nocciolo di poesia che contengono” scriveva Allen Ginsberg di queste minipoesie Zen di Ko Un che il poeta della Beat Generation aveva conosciuto a Seoul nel 1989.


‘Cos’e’?’

di Ko Un
‘Cos’e’?’ultima modifica: 2013-08-28T01:16:18+00:00da libriforever
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