La collera

fbe3adf2abb3977d9029091523d20bc3.jpgMuore solo Pasquale Benassia, anche se in fondo alla chiesa, arrivata in extremis, passata tutta una vita, c’e’ Magda, la sua ex fidanzata torinese ormai anziana che nessuno al Paese dei Mori conosce, ma cui pochi fanno caso. Solo, negli ultimi tempi accudito da un’assistente sociale, come era vissuto, chiuso nella sua rabbia umorale, nella sua sulfurea violenza verbale, in una ribellione contro tutti e contro tutto, per impotenza e incapacita’ a sfuggire al proprio destino, a sfuggire alla dannazione dell’esistenza, a un Dio ”aguzzino e macellaio che si diverte a sgozzarci come porci”.

E’ la rabbia degli anni Settanta quella che ci fa vivere Andrea Di Consoli, ma nella sua versione pura, libera, individualista, paradossale quanto piu’ e’ vera e e finisce per essere autodistruttiva e metaforica. Pasquale e’ calabrese, ma odia il proprio paese, la sua terra, i suoi genitori, a cominciare dal povero, rassegnato padre pecoraio. Il suo destino e’ andare controcorrente, anche se segue un percorso comune a molti, come quando decide di mandare un suo curriculum di meccanico alla Fiat, dove viene assunto e parte per Torino, sognando non di fare l’operaio, come dovra’, ma di diventare un piccolo dirigente, come il suo caporeparto, e per questo lavorando indefessamente, odiando i sindacati e gli scioperi, fascista nelle parole piu’ che nella sostanza, anche se tale si dichiara e non si tira indietro quando gli capitera’ di baciare la foto del Duce.

Pasquale, che fuma decine di sigarette al giorno e di caffe’, e’ uno invecchiato troppo presto, che dimostra venti anni piu’ di quelli che ha, ma fondamentalmente sano, nella difesa del suo individualismo, cosi’ da sfuggire e rifiutare con la solita sua veemenza di lavorare per i siciliani, come lo invita a fare un ex compaesano come Altomare, piccolo malavitoso del Bar della Stazione, che gli presenta Carminuccio. Uno sgarbo che paghera’ caro, caduto nella trappola che gli viene tesa con la bella siciliana Simona, che gli si concede per due notti, facendogli scoprire le gioie del sesso libero, e poi sparisce, lasciandolo in balia di chi la vuole vendicare col sangue.

Il nostro eroe furente e’ costretto scappare, a tornare a casa, messo, per salvarlo, su un aereo senza por tempo in mezzo dai carabinieri. Quella Calabria che aveva rifiutato, ora lo riaccoglie e ne scopre persino le bellezze naturali, dopo che Torino a rifiutato lui. E qui, divenuto esponente di spicco del Mis ma con amici socialisti, per sopravvivere sara’ costretto a scendere a compromessi, perche’ politica e malavita non sono rentita’ separate e costringono chiunque ricorra loro a pagare il suo prezzo.

Uno sconfitto Pasquale, anche se convinto della propria innocenza, un vinto, un dannato della terra, tra i personaggi di Verga e quelli di Tozzi, ma con una collera moderna e e senza tempo assieme, cui da’ corpo una lingua letteraria e assieme mimetica nel suo essere assertiva, vivace, ribollente, violenta e limpida allo stesso tempo, specie nella prima parte, di rara e bella forza. Poi Pasquale continua a essere un personaggio piu’ che vivo, che coinvolge il lettore, ma la storia nel suo essere un’atto d’accusa al mondo e al nostro paese, ha aspetti talvolta meno convincenti, piu’ strumentali.

 

La collera

di Andrea Di Consoli

(RIZZOLI, pp. 232 18,50 euro)

La colleraultima modifica: 2013-01-09T15:06:00+00:00da libriforever
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