‘Nessuno ti porterà un fiore’

'Nessuno ti porterà un fiore'.jpgL’anarchico Clement Duval, condannato ai lavori forzati. La giovane e bella Edera De Giovanni che a 19 anni sfida un gerarca fascista, si impegna nella lotta di liberazione, entra ed esce dal carcere e alla fine viene fucilata. Il rapinatore gentiluomo Horst Fantazzini e le sue disastrose tentate evasioni. A Pino Cacucci stanno proprio a cuore i ribelli a cui dieci anni fa ha dedicato un fortunato libro. In ‘Nessuno ti portera’ un fiore’, in libreria da domani, torna a raccontare in sette storie le vite, non per forza entrata nella leggenda, di persone accomunate dalla loro insofferenza al conformismo e all’ingiustizia.

”A voi, borghesi pasciuti e soddisfatti, a voi, gaudenti sfrontati che gozzovigliate nell’orgia condannando alla fame e alla schiavitu’ i lavoratori pazienti e rassegnati. Sappiate che gli schiavi levano la fronte, e fieri della dignita’ riconquistata, vogliono la liberta’. Ma la liberta’ degli umili e la vostra oscena opulenza sono in ferale contrasto, l’una non puo’ essere raggiunta senza sopprimere l’altra” scrive in un suo incendiario proclama Clement Duval, teorico della rivolta e dell’esproprio, che non smise mai di progettare fughe e ”si arrese soltanto alla vecchiaia” con la morte nel 1935. E che dire dell”’Inafferrabile Lulu”’, come veniva chiamato il partigiano francese Louis Chabas, esperto in travestimenti e nel prendersi beffe dei nemici.

Il suo territorio d’azione erano le Langhe, dove la notte del 9 febbraio del 1945, con addosso una divisa tedesca, che forse si era dimenticato di indossare, venne ucciso da un partigiano. E sembra ancora risuonare nel racconto di Cacucci lo sparo nella cattedrale di Notre-Dame della pioniera Antonieta Rivas Mercado, che nel 1931 estrae dalla sua borsetta un revolver e si suicida con un colpo al cuore dopo essersi inginocchiata davanti all’altare. Fra le ”menti piu’ fervide del Messico postrivoluzionario” come parla di lei Cacucci, Antonieta sa che la stagione delle passioni travolgenti e dei sogni di emancipazione non tornera’ mai piu’. E nessuno puo’ portarle nemmeno un fiore perche’ della sua tomba – nel cimitero di Thiais, vicino a Fontainebleau, dove 8 anni dopo verra’ sepolto Joseph Roth – non e’ mai stata rinnovata la concessione e i resti sono finiti nella fossa comune. C’e’ anche il bandito Sante Pollastro, all’anagrafe Santo Pollastri, che pedalava e venerava Girardengo, la cui storia e’ stata cantata da Francesco De Gregori ne ‘Il bandito e il campione’.

”Nel testo, scritto da Luigi Grechi nel 1990, la strofa ‘un incrocio di destini in una strana storia, in cui nei giorni nostri s’e’ persa la memoria’ era allora veritiera, perche’ il ricordo del ‘bandito in bicicletta’ veniva mantenuto vivo soltanto da pochi anarchici” spiega Cacucci che aggiunge anche come il vero cognome di Luigi Grechi sia in realta’ ”De Gregori”, e’ l’autore della canzone sia dunque ”il fratello di Francesco”. L’autore di Puerto Escondido, da cui Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film , della biografia di Tina Modotti e di ‘Viva la vida’ dedicato a Frida Kahlo, oltre che curatore per Feltrinelli di ‘Latinoamericana’ di Ernesto Che Guevara e Alberto Granado, mostra ancora una volta di non voler far cadere nell’oblio le vite in rivolta.

 

‘Nessuno ti porterà un fiore’

di Pino Cacucci

 

(FELTRINELLI, PP 205, EURO 14).

‘Nessuno ti porterà un fiore’ultima modifica: 2012-04-25T15:36:00+00:00da libriforever
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