‘Dove finisce Roma’

'Dove finisce Roma'.jpg”Grazie a tutti quelli che hanno voluto raccontare la Resistenza e i cui lavori sono stati alla base di questo romanzo, e soprattutto grazie a chi l’ha fatta, e a chi la fa ogni giorno ancora”. Paola Soriga, poco piu’ di 30 anni, ha scelto per il suo libro d’esordio un tema molto distante dalla sua eta’ anagrafica, ma questo non toglie nulla alla bellezza del romanzo, anzi, in un certo senso, lo rafforza.

Nei personaggi di Ida, staffetta partigiana, e sua sorella Agnese, le giovine eroine (sarde come l’autrice), c’e’ molto di una tensione civile oggi, purtroppo, ridotta a poco. Seguendo il filo del passato, Soriga propone cosi’ una storia che offre un senso, un riscatto, in paragone alla mancanza di valori di oggi. E costruisce, in parallelo, un racconto di giovani che allora hanno scelto la vita contro la morte: una alternativa non sempre ideologica, ma spesso esistenziale. Come se quella gioventu’ sentisse di ‘dover’ a tutti i costi optare per la vita, intuendo che dall’altra parte – quella dei fascisti e dei tedeschi – c’era un culto di morte e basta. Non solo fisico, ma questa si’ ideologico. L’azione si svolge nei mesi dell’occupazione nazista di Roma, tempi tragici in cui ‘Roma Citta’ Aperta’ e’ soltanto un finzione e i tedeschi, con i fascisti della neonata Repubblica di Salo’, calano sulla Capitale una cappa di piombo e di terrore. Nel libro ci sono l’incertezza, la solitudine, la paura di quei tempi. Non ci sono le azioni eclatanti, ma quelle di ogni giorno chi faceva parte della Resistenza e doveva portare ordini, garantire la sicurezza, nascondersi, sopravvivere. Una vita nell’ombra, sempre in fuga, in case sconosciute, in ripari di fortuna, come le grotte dove e’ nascosta Ida in apertura di romanzo.

C’e’ l’amicizia con Micol, la ragazza ebrea, che sparira’ nella razzia del Ghetto di Roma, c’e’ lo sbandamento morale di chi non sa schierarsi, o solo la paura di non farcela. Ci sono le periferie di Roma: Prenestina, Casilina, Quadraro, dove appunto ”finisce Roma”. Zone di povera gente alle prese con la guerra. C’e’ il livore di giornate interminabili, in attesa che i ‘benedetti’ alleati riescano a sfondare il fronte ad Anzio e raggiungano finalmente Roma. In quei mesi, Ida e Agnese da ragazze diventano donne consapevoli delle scelte fatte, ma negli avvenimenti che le coinvolgono non dimenticano i loro sentimenti: la famiglia d’origine, gli amici, gli uomini che le attirano, gli amori infelici come quello di Ida per Antonio. E poi finalmente gli americani arrivano: ”Ida vede sulla strada tutti che escono e vanno verso la Prenestina, e non ce la fa ad aspettare e si mette a camminare anche lei, incredula e stordita, e poi eccoli, questi soldati americani, biondi, voci dolci, di festa.”. E sara’ li’ dove Ida finalmente piangera’ in maniera liberatoria, anche se nelle sue lacrime ci sara’ l’immagine per Antonio che non sara’ mai suo.

 

‘Dove finisce Roma’

di Paola Soriga

 

(EINAUDI; PP.140; 15,50 EURO)

‘Dove finisce Roma’ultima modifica: 2012-04-25T15:33:00+00:00da libriforever
Reposta per primo quest’articolo