‘Anche stasera’

'Anche stasera'.jpg”Un (bel?) giorno ti trovi in un teatro, generalmente cosi’ cosi’ – perche’ la recita perfetta non esiste -, che pero’ ha la straordinaria, irrazionale caratteristica di essere cantato e non parlato: e invece di metterti a ridere resti affascinato.

Poi continui a esserlo per tutta la vita. Non c’e’ una spiegazione, succede”. Succede a molti, e’ successo ad Alberto Mattioli, appena 43 anni (corrispondente da Parigi del quotidiano La Stampa) e gia’ piu’ di millecento recite dietro le spalle, con un dato aggiornato solo al 31 dicembre del 2011, dominato dalle ben 24 volte in cui l’autore ha seguito Cosi’ fan tutte di Mozart.

Una passione sulla quale ironizza definendola una vera e propria droga, con il lato positivo comunque di averlo guidato almeno in una sorta di giro del mondo che dall’Italia lo ha portato fino in Corea, Russia, India, Giappone e oltre. In tutto Mattioli ha ascoltato 2108 cantanti ”e quelli che mi hanno davvero colpito non sono piu’ di una decina”. E non e’ molto, visto che ”all’opera un cantante mediocre e’ un disastro; uno decente un male necessario; un grande cantante, una gioia. E’ un’emozione. Solo che emozionarsi per un cantante non e’ frequentissimo. Piu’ facile che succeda con un direttore o con un regista”. Ma nonostante questo per lui l’opera ”e’ una malattia inguaribile”, e quindi non si puo’ guardare tanto ai particolari, tanto piu’ che, sentenzia Mattioli, ”la recita perfetta non esiste” anche per chi, il suo migliaio abbondante di serate, lo ha catalogato in modo dettagliato per ricordarne ogni sfumatura, numero dopo numero. Un po’ biografia, un po’ racconto di viaggio di un ”operoinomane” per niente pentito, convinto ma non presuntuoso come piu’ di qualcuno immagina lo spettatore d’opera. Per questo ha scritto un libro dedicato a chi l’opera non la conosce ma anche a chi qualcosa ne sa, e come scrive citando il suo maestro delle elementari, ”un ripassino non fa mai male”. Anzi la meraviglia di questo racconto, che ha molto dell’autobiografia, e’ l’insolente autoironia con cui il giovane autore riesce a trattare se stesso e le sue esibite manie. La consapevolezza del limite e la freschezza infantile lo spingono a collezionare serate esattamente con lo spirito disincantato e maniacale dell’album di figurine. Il successo di ‘Anche stasera’, ovvero ”come l’opera ti ha cambiato la vita”, e’ garantito, perche’ non c’e’ niente di meno noioso di questo godibilissimo volume, tanto colto quanto imprevedibile perche’ riesce a rendere piu’ che divertente un tema da troppi considerato noioso gia’ soltanto ad evocarlo. Come ”trombonate”, bolla lo stesso Mattioli i termini e la prosopopea con cui teatri e teatranti d’opera e loro pubblico a volte si autocelebrano. E qui in prima fila mette proprio La Scala, a cui di gran lunga dice di preferire La Fenice di Venezia (quando brucio’ provo’ un dolore come quello che avrebbe provato vedendo bruciare la propria casa) e il Comunale di Bologna (”che ha un’acustica favolosa”).

Palato da intenditore (non per niente e’ nato a Modena) per assaporare gusti andati perduti, nello spazio abbiamo detto ma anche nel tempo ”perche’ i teatri sono dei posti dove il passato e’ presente, un dialogo diretto con la storia, un monito a ricordare che quello che ci circonda non ci appartiene, non e’ nostro ma e’ un’eredita’ dei padri che dobbiamo consegnare ai figli”. E forse allora l’invito a tutti e’ quello di portare i figli a teatro, meglio se all’opera.

 

‘Anche stasera’

di Alberto Mattioli

 

(MONDADORI, PP. 195, EURO 17.50)

‘Anche stasera’ultima modifica: 2012-04-25T15:42:17+00:00da libriforever
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