La bellezza e l’orrore

La bellezza e l'orrore.jpg28 luglio 1914/11 novembre 1918: 20 milioni di morti, quasi altrettanti di feriti, 40 paesi coinvolti. La Prima Guerra mondiale fu veramente ‘la sola igiene del mondo’ ma non come l’aveva intesa Marinetti. Da quell’orrendo massacro non scaturi’ una pace duratura ma solo un breve intervallo, prima che tutto riprendesse, ancora piu’ virulento di prima, nel 1939. Non a caso, il libro di questo ex corrispondente di guerra – e dal 2009 segretario dell’Accademia di Svezia. l’istituzione che assegna i Nobel – prende commiato dai lettori con una pagina del ‘Mein Kampf’ di Adolf Hitler. Li’ il futuro Fuhrer tedesco predice lucidamente cio’ che incubava sotto le ceneri della pace, appena raggiunta: ”in quelle notti crebbe in me l’odio contro i colpevoli di quel misfatto. In quei giorni previdi quale doveva essere il mio destino… Cosi’ decisi di diventare uomo politico”. Il risultato della sua ‘vocazione’ si sarebbe visto appieno solo nel 1945. Englund – in un libro che potrebbe essere studiato a scuola, piu’ di tanti manuali – narra cosi’ cio’ che sono stati i quattro anni del primo conflitto moderno: lo fa attraverso le storie di 19 protagonisti, tutti realmente esistiti, sparsi per i fronti della guerra: chi direttamente in prima linea, chi nelle retrovie. Un’indagine su persone reali ricostruita nei minimi dettagli ma con i tempi e la scrittura del grande romanzo storico. ”Questo – dice l’autore che dedica il libro ad un suo parente, Carl Englund, morto alle porte di Amiens nel 1918 – e’ un libro sulla Prima guerra mondiale. Tuttavia non e’ un libro su ‘cosa’ fu, cioe’ su cause, svolgimento, conclusione, conseguenze, ma un libro su ‘come’ fu”. E infatti non ci sono ”fattori” o ”processi” quanto piuttosto ”impressioni, esperienze, atmosfere, perche’ ”quello che ho cercato di ricostruire – spiega ancora l’autore – non e’ una successione di eventi ma un universo emotivo”. Insomma, ”un pezzo di antistoria” nel quale un evento epocale e’ ridotto ”alle sue componenti minime”.

Dei 19 personaggi (e tra loro c’e’ un signore che risponde al nome di Robert Musil, futuro autore de ‘L’uomo senza qualita”), due cadranno in combattimento, due saranno fatti prigionieri, due diventeranno eroi acclamati, uno si ridurra’ ad un relitto umano, gli altri vivranno la loro ‘guerra’. Come avvenne nella realta’, molti di loro dapprima accoglieranno il conflitto come altri, numerosi, della loro epoca: con gioia. Ma altrettanto rapidamente cambieranno idea per approdare all’odio piu’ feroce.

Qualcuno invece restera’ della stessa opinione iniziale. Tuttavia – qualunque sia la loro personale inclinazione – tutti, avverte Englund, saranno privati di un tratto comune: la giovinezza, le illusioni, la speranza. In una parola, la vita: che siano stati a Verdun, a Ypres, sulla Somme, in Russia, nei Dardanelli, sull’Altipiano di Asiago, oppure nell’Atlantico o in Medio Oriente. In apertura del libro, Englud pone, come prefazione, due scritti: il primo e’ di Rainer Maria Rilke, il secondo e’ di Stefan Zweig. Entrambi raccontano l’uomo europeo che venne spazzato via da quella guerra.

 

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La bellezza e l’orroreultima modifica: 2012-03-20T02:50:14+00:00da libriforever
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