Chi ha ucciso Lumi Videla?

Chi ha ucciso Lumi Videla.jpgNella notte del 4 novembre 1974 il corpo di una giovane donna di 25 anni viene trovato nel giardino dell’ambasciata italiana a Santiago del Cile: si chiama Lumi Videla ed e’ una dirigente del Mir, Movimiento de la Izquierda Revolucionaria, gruppo della ultra sinistra cilena. L’11 settembre dell’anno prima, il generale Augusto Pinochet e la sua giunta militare hanno rovesciato, e ucciso, il legittimo presidente Salvador Allende, capo di Unidad Popular la coalizione di sinistra al potere nel paese dal 1970. Da quel momento la Dina, la Direccion Nacional de Inteligencia, la polizia segreta cilena, ha scatenato nel paese una repressione brutale contro comunisti, socialisti, semplici democratici e il Mir stesso: la gente scompare e nessuno ne sa piu’ nulla. Una cappa di terrore scende sul paese andino: molti entrano nella piu’ totale clandestinita’, altri chiedono asilo alle ambasciate straniere. Quella italiana si riempie come un uovo, sono circa in 250 a varcarne la porta.

E la Dina accusa proprio gli ‘asilados’ nell’ambasciata – tra cui comunisti e ‘miristi’ ma anche persone poco raccomandabili – di essere responsabili della morte di Lumi Videla, uccisa durante un’orgia. E’ in questo intrigo politico che giunge il giovane console italiano Emilio Barbarani, inviato in tutta fretta dalla rappresentanza diplomatica di Buenos Aires a Santiago per dare una mano nella difficile situazione all’ambasciatore Tomaso de Vergottini. Barbarani pero’ non e’ accreditato ufficialmente, visto che l’Italia – dove e’ al governo il centro-sinistra basato sull’asse Dc e Psi e il colosso Pci in attesa – non ha riconosciuto la Giunta Pinochet e ha pubblicamente condannato piu’ volte il golpe militare. A diplomazia interrotta, le relazioni si giocano cosi’ in un equilibrio difficoltoso con l’ambasciata a Santiago impegnata da un lato in un estenuante tira e molla con la Dina e gli altri servizi cileni per far espatriare gli ‘asilados’ e, dall’altro, nella mancanza di direttive scritte e impegni dall’Italia se non l’indicazione di salvare a tutti i costi i perseguitati, chiunque siano.

Barbarani in tutto questo ha un ruolo di primo piano: la sua azione e’ un modello di abilita’ diplomatica, fatta di contatti, capacita’ persuasiva, coraggio personale, una consumata attitudine al bluff a fine di bene e una ‘essenza italica’ in grado di aprire molte porte. Anche quelle delle donne piu’ vicine ai servizi segreti, se del caso. Nel caso di Lumi Videla, il funzionario non cede di un millimetro all’accusa della Dina e ottiene dalla Giunta un’inchiesta svolta dal giudice Edoardo Araya, favorevole ai militari ma indipendente. Portera’ cosi’ a casa le prove che la ragazza e’ stata gettata, gia’ morta, nel giardino dell’ambasciata italiana. Anche se non sapra’ allora i retroscena. Riesce poi a far espatriare tutti i rifugiati, tra i quali alcuni dei capi del Mir e del Pc cileno. Al tempo stesso e’ in grado di districarsi tra il temutissimo colonnello K, un alto funzionario della Dina di simpatie naziste, e uno dei capi dei servizi segreti cileni Ramirez Montero in contrasto tra loro. Anzi Montero si rifugera’ proprio in ambasciata dove restera’ anni. Il console non accreditato cedera’ soltanto quando la Dina lo minaccera’, se non va via, di colpire le sue amicizie. Sara’ trasferito d’urgenza a Londra e tornera’ in Cile da ambasciatore – questa volta in piena regola – nel 1998.

Di Lumi Videla allora sapeva pero’ gia’ tutto, grazie ad una sua ‘amica’ dei servizi cileni: la ragazza era stata torturata e uccisa, insieme al marito Sergio Perez Molina anche lui del Mir, dalla Dina stessa perche’ a conoscenza di segreti del famigerato colonnello K. Per l’assassinio della ragazza un tribunale ha condannato nel 2008 sei persone, tutte della Dina. Ma non il colonnello K. che oggi vive indisturbato a Santiago.

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Chi ha ucciso Lumi Videla?ultima modifica: 2012-03-20T02:55:26+00:00da libriforever
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