‘Tarantola’

Thierry JonquetIl ragno, il veleno e la preda: sono questi i nomi dei tre capitoli in cui Jonquet divide il suo noir dal quale ha tratto ispirazione Pedro Almodovar per il suo ultimo film ‘La pelle che abito’ con Penelope Cruz e Antonio Banderas in uscita venerdi’ 23 in Italia, dopo la sua presentazione allo scorso Festival di Cannes.

Fedele al suo stile che gli ha fatto guadagnare numerosi premi letterari e lo ha incoronato uno dei giallisti piu’ famosi di Francia, Jonquet confeziona un thriller ”nerissimo che affonda nell’ambiguita’ oscena dei corpi e delle loro identita”’. E, leggendolo, si comprende benissimo perche’ abbia intrigato il regista spagnolo da sempre attratto dai risvolti oscuri di legami complessi e quasi mai risolti.

Il ‘ragno’ e’ in un certo senso Richard Lafargue – personaggio principale del libro – un chirurgo plastico famoso, il ‘veleno’ e la ‘preda’ si confondono e si mischiano nella storia alternandosi tra altri due personaggi: Eve e Alex Barny. La prima e’ la donna del chirurgo ma nessuno immagina che quella bellezza cosi’ prorompente e ammirata sia in realta’ sua prigioniera. Richard costringe la donna a prostituirsi, gode nel vederla torturare dai clienti cosi’ come del suo disgusto e sofferenza. Tra carnefice e vittima c’e’ pero’ un patto di ferro basato su un passato misterioso che li lega indissolubilmente (dal nome Viviane) e che e’ un po’ la chiave del libro.

Barny e’ invece un malvivente ferito che ha appena rapinato una banca e ucciso un poliziotto. E’ alla disperata ricerca di un rifugio dove far perdere le tracce e soprattutto farsi cambiare i connotati visto che le telecamere della banca ne hanno ripreso il volto. Chi, per questo, meglio di Lafargue? Al chirurgo non difetta certo la mancanza di scrupoli. Ci vuole pero’ ‘qualcuno’ che sia ‘manipolabile’ e questo qualcuno risponde al nome di Vincent Moreau: quattro anni prima era andato a farsi un giro in moto, di notte: qualcuno lo ha inseguito e da quel momento e’ scomparso. Un perfetto modello per qualsiasi esperimento….

Jonquet e’ un maestro nello scambio continuo di ruoli e di identita’: l’innocente e’ sempre presunto e rapidamente si trasforma in colpevole, per poi ritrovare la sua innocenza.

Nessuno dei personaggi resta granitico nella sua identita’ che cambia come la pelle del corpo che il chirurgo modifica. E anche quando alla fine, il ‘nuovo’ sostituisce il ‘vecchio’, non c’e’ continuita’: ma questo in fondo e’ un problema minore.

Ognuno – potrebbe dire Almodovar – e’ solo con se stesso e sconosciuto all’altro.

‘Tarantola’ultima modifica: 2011-09-29T19:24:45+00:00da libriforever
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