‘Nemesi’

5692989ad46ff94fcb62d4e8b586255e.jpgEra la torrida estate del 1944. Gli Stati Uniti erano in guerra ma in patria i giovani, troppo giovani, rimasti, combattevano un’altra battaglia durissima: quella con la polio.

La racconta Philip Roth, in questa nuova magistrale prova del narratore di Pastorale americana e della Macchia umana. Roth catapulta il lettore in un piccolo, anonimo campetto sportivo di Newark, nel New Jersey e guardandolo dall’alto come in un vortice seziona il dramma che travolge la vita dei ragazzi che li’ passano i pomeriggi, ignari, cercando svago nella palla, nella corda, nei dispetti, nei piccoli scontri. Per loro e’ una specie di mito di quartiere il loro insegnante, Bucky Cantor, ventenne atletico e prestante con pero’ un forte difetto alla vista che lo ha fatto riformare dalla leva.

Non e’ l’unico motivo di cruccio del ragazzo che e’ orfano della madre dalla nascita (lei e’ morta di parto) e il cui padre era un ladro. Vive con i nonni ed ha ferrei principi nella sua vita, di solidarieta’, principi etici e morali che lo fanno guardare con fiducia al futuro. ”Ogni biografia e’ guidata dal caso – scrive Roth – e, a partire dal concepimento, il caso – la tirannia della contingenza – e’ tutto”. Un caso che nella vita di Buck entra in campo un pomeriggio, con le forme di un gruppetto di ragazzotti italiani del quartiere di East Side High, ragazzi dai quindici ai diciotto anni, a bordo di due auto.

Venivano dalla zona dell’Ironbound, slum industriale che in quei giorni era tristemente noto per essere la zona piu’ colpita dalla polio. Arrivano con intenzioni bellicose, sputano in terra, insultano: vogliono attaccare la malattia anche al gruppo felice dei ragazzi di Buck. Lui li fronteggia, come da quel momento in poi fronteggera’ la ridda delle voci, delle paure, delle leggende nere che seguono il diffondersi della malattia nel quartiere. Lui cerca disperatamente di combatterle, fino a quando non ne sara’ travolto.

Due bambini del suo campo, tra cui il piu’ bravo, il piu’ promettente, moriranno in pochi giorni stroncati da una versione fulminante della malattia, rarissima tutti dicono ma reale. Lui se ne andra’ per inseguire l’amore della fidanzata a Indian Hill, ma sara’ inutile perche’ la malattia e’ gia’ dentro di lui e il suo, corpo, come la sua anima, non avranno scampo. Sopravvivera’ il suo fisico martoriato, il braccio e la gamba deformi, i dolori lo perseguiteranno. Ma piu’ di tutti restera’ dentro di lui la convinzione di essere all’origine di tanta sofferenza. Non se lo perdonera’, non glielo perdona Roth, in questo romanzo scritto con la perfezione del distacco che sublima la fragilita’ di ogni esistenza.

‘Nemesi’ultima modifica: 2011-05-14T15:46:00+00:00da libriforever
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