‘Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro’

f7e2b3dbc1bfdb8b9aa90201f7bd1fc4.jpg”Lui era un hippie poco sopra i vent’anni, in jeans e scarpe da ginnastica; io ero un uomo sulla quarantina, un classico uomo d’affari in giacca e cravatta. L’unica cosa in comune fra noi era la barba, che all’epoca portavamo entrambi. Ma presto scoprimmo una passione condivisa: i computer”. Cosi’ Jay Elliot ex vicepresidente esecutivo della Apple ricorda in questo libro l’incontro con Steve Jobs, il guru della Mela morsicata, ”inventore del futuro”.

Da quell’incontro insolito e casuale, nella sala d’attesa di un ristorante, e’ nato un sodalizio professionale proficuo (nel periodo in cui Elliot ha lavorato a Cupertino il fatturato e’ cresciuto da 150 milioni a oltre tre miliardi di dollari). Prima di entrare in Apple, Elliot e’ stato programmatore di Ibm ma anche dirigente di alto livello di Intel. Il libro – scritto con la collaborazione di William L. Simon, autore di iCon, biografia di Jobs – e’ il ritratto di un mito condito di tanti aneddoti ma anche un excursus sull’informatica e la telefonia, su editoria e cinema d’animazione (pure Toy Story e A Bug’s Life sono creature di Jobs), passando per la musica visto che il fondatore di Apple oltre a lanciare l’iPod, il lettore multimediale piu’ venduto al mondo, ha anche inventato iTunes la piu’ grande libreria online da cui milioni di persone scaricano ogni giorno canzoni e film. Con l’inseparabile amico Steve Wozniak ha inventato Mac, iPhone e iPad cambiando la storia dell’informatica e in qualche modo dell’intera umanita’.

”Dovete credere in qualcosa: l’istinto, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha fatto la differenza nella mia vita”, questa una delle frasi (oltre alla celebre ”siate curiosi, siate folli”) che caratterizzano Steven Paul Jobs, 56 anni, americano di San Francisco, con una storia personale molto particolare: nato da padre siriano e madre americana, fu dato in adozione a Paul e Clara Jobs per consentirgli di frequentare l’Universita’ che non ha mai portato a termine. ”Era cosi’ indisciplinato – scrive Elliot – da rischiare come ammette lui stesso persino la galera.

E’ davvero sorprendente quindi che sia diventato l’industriale e il creativo piu’ famoso al mondo. Ma fin dall’inizio mi accorsi che era determinato e motivato e che, come tutti i grandi leader che avevo conosciuto prima di lui, aveva con il suo lavoro un legame quasi irrazionale. L’ossessione di Steve e’ la passione per il prodotto, la passione per la perfezione del prodotto. Che forma assume questa ossessione? Facile: Steve e’ il piu’ grande consumatore del mondo. Quando crea un prodotto per se’ lo crea per ogni consumatore”.

Il libro e’ un’occasione per ricordare anche gli alti e bassi del guru che fu licenziato da Apple nel 1985 e vi rientro’ dieci anni dopo per nuovi trionfi e contiene anche la lettera che Jobs ha scritto il 17 gennaio 2011 con cui rendeva noto al suo team che ”doveva concentrarsi sulla sua salute”. Infine c’e’ una sfida che l’ex sodale Jay Elliott lancia al manager di Cupertino proprio su questo terreno: ”Tu per me sei il re dello schermo – scrive – Hai messo nelle nostre mani dispositivi in grado di trasmettere quantita’ enormi di informazioni che chiunque puo’ usare. Quindi, voglio sperare tu stia gia’ lavorando per dare ai nostri portatili, ai nostri iPhone e iPad, la possibilita’ di monitorare il nostro stato di salute. Chiunque puo’ comprendere il valore enorme di un servizio simile. Sei all’avanguardia su tanti fronti e forse – conclude – stai gia’ lavorando su queste idee. Ma altrimenti spero che raccoglierai questa sfida”.

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‘Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro’ultima modifica: 2011-04-08T00:23:35+00:00da libriforever
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