‘Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve’

d81670b84a72b36c0bec3071ac13ac90.jpgE’ la risposta svedese a Forrest Gump l’arzillo anziano protagonista di ‘Il centenario che salto’ dalla finestra e scomparve’, l’esilarante debutto narrativo di Jonas Jonasson, che in patria ha venduto piu’ di mezzo milione di copie grazie al passaparola, e’ stato ai vertici delle classifiche per oltre un anno e presto diventera’ un film diretto da Felix Herngren.

Il libro, i cui diritti sono stati venduti in piu’ di 30 paesi, in Italia esce per i tipi di Bompiani, che non nasconde di puntare molto su queste 446 pagine che si leggono tutte di un fiato e che nel 2009 si sono aggiudicate il Swedish Audio Prize e lo Swedish Book Sellers Award (lo stesso premio vinto nel 2005 da Stieg Larsson).

Protagonista del libro e’ Allan Karlsson che, nel giorno del suo centesimo compleanno, se la svigna in ciabatte dalla casa di riposo dove vive e alla stazione delle corriere ruba una misteriosa valigia a un giovane che gli aveva chiesto di custodirla. Nel bagaglio sono custodite 6 milioni di corone, che il derubato e la sua gang criminale tenteranno di recuperare e che il vecchio Allan e i personaggi che incontra ‘on the road’, dando vita a una sorta di nuova banda di svitati, con tanto di elefante al seguito, difenderanno fino al picaresco happy end.

Se l’intreccio contemporaneo, con la sua galleria di personaggi pittoreschi, e’ piuttosto godibile, il vero spasso sta pero’ negli inserti che ricostruiscono il XX secolo attraverso gli occhi e le avventure del centenario Allan. Provetto artificiere, attraversa il ‘secolo breve’ da protagonista, dai conflitti mondiali alla guerra civile spagnola, dalla guerra fredda al Vietnam, dal ’68 francese alla dittatura di Suharto. La sua conoscenza in fatto di esplosivi lo porta a diventare amico del generale Franco, cui salva anche la vita, ma e’ quando scopre la bomba atomica che gli si aprono le porte dei potenti della terra, dal presidente Truman a Stalin, da Mao a Kim Jong Il.

”Nel corso dei miei cento anni – racconta Allan – non ho saputo tacere soltanto in due occasioni: quando spifferai all’Occidente come costruire la bomba atomica e quando feci lo stesso con i paesi dell’Est”.

Visto il disastro nucleare in Giappone, l’autore ci tiene a precisare di aver inserito l’atomica ”solo a fini umoristici” e che la bomba ”e’ la madre di tutte le assurdita”’.

Curiosamente, ”nel mio prossimo libro parlero’ di missili balistici nucleari”, ma questa volta non saranno lanciati da Allan: ”ci avevo pensato, ma forse – conclude scherzoso – a 100 anni suonati e’ giusto lasciarlo riposare in pace…”.

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‘Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve’ultima modifica: 2011-04-08T00:15:02+00:00da libriforever
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