Satori

a65950098877b99b9b94c6987e095932.jpg”Guardo’ fuori della finestra e vide che la pioggia staccava una foglia da un ramo. La foglia cadde a terra, lucida, verde e oro nella pioggia: Satori”. Satori e’ il momento dell’illuminazione nella pratica del Buddismo Zen, momento in cui l’intera esperienza personale e cosmica e’ proiettata in un unico istante. Satori puo’ quindi cogliersi nel cadere di una foglia. Ed è quel che accade a Nikolaj Hel alla fine di questo nuovo, sorprendente romanzo di Don Winslow.

Sorprendente perche’ Nikolaj Hel, per un appassionato di noir, non e’ un personaggio nuovo, ma il celebre protagonista di un fortunato romanzo di Trevanian (pseudonimo di R. W. Whitaker, scomparso nel 2005) intitolato ‘Shibumi’ (BOMPIANI, pp. 560 – 19,00 euro) e Winslow dichiara di essersi ad esso ispirato per questo suo ‘prequel’, in cui Hel nel 1951 ha 26 anni. L’autore del coinvolgente ‘L’inverno di Frankie Machine’ e del potente ‘Il potere del cane’ amplia e racconta quanto solo accennato da Trevanian a proposito del passato del suo protagonista, appassionato e abile giocatore di Go, oltre che di grande forza spirituale interiore, secondo gli ammaestramenti ricevuti in Asia dal nobile guerriero giapponese che lo adotto’ e da cui apprese anche l’arte micidiale del ”nudo uccidere”, uccidere con le mani e qualsiasi oggetto d’uso comune (da una rivista a una tazzina di plastica). E’ quindi giusto che Bompiani mandi in libreria, assieme a ‘Satori’, proprio una riedizione di ‘Shibumi’, il cui titolo, in giapponese, significa ”eleganza discreta”.

Winslow un po’ cerca di mimetizzarsi nel mondo e nello stile di Trevanian, un po’ tira fuori la propria fertile, inquieta e sconvolgente fantasia, ambientando questo romanzo psicologico e d’azione non tra le sue amate spiagge della costa Est Usa o nel Messico dei trafficanti di droga, ma in Cina, negli anni della Guerra di Corea. Il nostro, sotto falsa identita’, vi e’ inviato dalla Cia come l’unica persona in grado di riuscire a avvicinare e uccidere l’Alto commissario militare sovietico a Pechino. Hel (cui manca solo una ‘l’ per essere Hell, ovvero inferno) deve accettare, perche’, come racconta Trevanian, da tre anni vive in una cella d’isolamento militare degli americani, e sono questi che gli propongono la missione in cambio della liberta’.

Un compito difficile, da svolgere tra persone e in un mondo in continuo, infido movimento, in cui tutti possono rivelarsi diversi da come sembrano e gli interessi piu’ diversi si intrecciano e confondono, difesi a qualsiasi costo. Ogni azione di Hel puo’ essere risolutiva come costargli la vita, due diverse conseguenze, un po’ come una mossa di Go, il gioco che piace anche al capo della Cia in Asia John Singleton che, di seguire l’operazione, incarica Ellis Haverford, persona colta, limpida e raffinata. A complicare le cose per Hel e per Winslow, piu’ a suo agio con uomini d’azione che con il gentil sesso, gli viene messa accanto la bella, seducente, eccezionale Solange, padrona di varie lingue, maestra in cucina francese come in arti marziali, a suo agio con le padelle sul fuoco come con le armi da fuoco, e coinvolgente a letto, grazie al suo passato in un raffinato bordello. E’ destino per i due sin troppo prevedibile, anche se legato a agnizioni varie, che si innamorino e arrivino assieme a dover prendere l’ultima, fatale decisione. Dopo, sapremo dal romanzo di Trevanian, Hel si ritirera’ tra le montagne dei paesi Baschi, protetto dai locali e dal suo amico Benat Le Cagot, nazionalista e combattente per la liberta’. Hel vi conduce una vita dalla ”discreta eleganza”, dedicandosi al suo giardino giapponese, all’amore con la sua compagna e al Go. Tutto il romanzo di Trevanian e’ diviso in sei parti che corrispondono a altrettante situazioni di questo gioco da scacchiera. Naturalmente questa pace e’ un giorno interrotta dall’arrivo del nipote di un uomo che una volta salvo’ la vita a Hel, un combattente ebreo per la sicurezza di Israele. Al nostro viene chiesto di portare a termine la missione che questi aveva iniziato, annientare Settembre Nero. Tutto in un quadro internazionale in cui, ancora una volta, non ci si puo’ fidare di nessuno, a cominciare dalla Cia, che deve pure salvaguardare gli interessi energetici in quell’area del mondo.

Satoriultima modifica: 2011-02-28T19:55:00+00:00da libriforever
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