L’energia del vuoto

ebf467bf38331de30e8ad3ddb2a77d47.jpgUn romanzo all’apparenza d’azione, on the road, e dai toni noir, viste le trame di integralisti islamici che hanno appena fatto cadere la Tour Eiffel con un sanguinoso attentato, e che eppure avvince non meno con la sua parte piu’ didascalica, in cui ci introduce alle ricerche piu’ avanzate della fisica odierna, dal Big bang ai quanti alla Teoria delle stringhe, portandoci davanti all’Lhc (Large Hadron Collider) il mega acceleratore di particelle, grande anello sottrraneo tra Francia e Svizzera. Un romanzo particolare, raro nel nostro panorama letterario, che non puo’ non richiamare ”Atlante occidentale” di Daniele Del Giudice, uscito 25 anni fa, con al centro l’incontro tra un fisico che lavora al Cern di Ginevra (e ha a che fare con un acceleratore) e uno scrittore, tesi ad andare oltre i limiti del proprio lavoro, a scoprire cosa c’e’ al di la’ della forma e quanto sia difficile, in un mondo e un sapere tanto disgregati, puntare a una nuova unita’.

Anche i ricercatori di Arpaia vorrebbero scoprire qualcosa che riesca a riunificare le varie teorie, ma la riflessione del romanzo, al di la’ della trama, e’ sul senso del narrare, davanti alla coscienza della nostra ignoranza, e sulla possibilita’ che arte e scienza non siano piu’ due culture opposte, ma si aiutino a porsi domande che portino a altre domande, senza quindi mai una risposta definitiva. ”Molti di noi hanno la sensazione di trovarsi in una catedrale buia con in mano un fiammifero acceso. Qualcosa qua e la’ si scorge. Una colonna, un quadro, una statua. Ma della grande cattedrale della fisica, sfugge la visione completa e la maggioranza dei particolari”: cosi’ afferma Marcello Milanesi, scienziato in odore di Nobel, a alcuni colleghi piu’ giovani, che ben sanno come quel che abbiamo scoperto e indagato riguarda appena il 4% del mondo che ci circonda.

Ed e’ sempre lui a ricordare a Nuria, una giornalista spagnola autrice di romanzi storici, che il tempo ”Non e’ questo presente immobile, questo ‘tempo reale’, cui ci hanno ridotti, rubandoci passato e avvenire. Per questo raccontare, adesso, e’ ancora più importante, perche’ rida’ qualche spessore al tempo”. I due portano avanti diversi e interessanti paragoni tra il lavorare a un romanzo e il lavorare sulla fisica, ambedue fatti di intuizioni, fantasia ma costretti in regole precise, davanti, per esempio, alla scoperta che il vero mistero e’ il vuoto ( il 90% della nostra massa del nostro corpo e’ il vuoto che c’e tra un protone l’altro. Un vuoto che ha un peso, perche’ il resto pesa solo il 10% di quel che pesiamo) e che ”non sappiamo se il tempo esista o meno”.

A coinvolgere il lettore quindi, e’ assieme il mistero dell’universo e quello di chi sia che sta tramando contro l’avvio dell’ Lhc, che vede come una presunzione indagare oltre un certo limite, andando contro quanto gia’ ben rivelato dal Corano. E le storie sono quindi piu’ di una, che, giocando sul tempo e la struttura narrativa, sembrano svolgersi tutte contemporaneamente, quasi fondendo il passato nel presente.

Oltre al dialogo di cui si e’ detto, c’e’ la vicenda tenera, ansiosa davanti all’ignoto e che si affida all’amicizia, fatta di silenzio pesante e di crescita tra Pietro e Nico, un padre in fuga col figlio attraverso la Francia e la Spagna, convinto di essere minacciato e preoccupato per la misteriosa sparizione della moglie Emilia, protagonista, quale responsabile degli esperimenti con l’Lhc, della storia che la vede elemento chiave per chi lo vuole minacciare e chi cerca di difenderlo.

L’energia del vuotoultima modifica: 2011-02-28T20:02:45+00:00da libriforever
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