“Rapsodia irachena”

0101221160049652_20101221[1].jpgUn manoscritto dalle carceri irachene ai tempi del Rais Saddam Hussein che, da tiranno feroce, aveva la spudoratezza di rivolgersi agli scrittori sostenendo che potessero scrivere ”senza timore, senza esitazione e senza farvi condizionare dalla possibilita’ che il governo approvi o meno quello che scrivete”. Antoon lo ricorda in apertura del suo libro accompagnando quella grottesca citazione con altre due: una di Anna Achmatova e la seconda di Ibn Khaldun. Quasi a testimoniare l’importanza del raccontare su un’epoca la cui storia e’ quasi ancora tutta da scrivere e di cui resta scolpita nella memoria la statua del tiranno fatta cadere a Baghdad.

Aanton – poeta, romanziere e traduttore – quel periodo lo conosce bene: nato a Baghdad nel 1967 ha lasciato il paese nel 1991, dopo la prima Guerra del Golfo e da allora vive negli Stati Uniti dove insegna Letteratura araba alla New York University. Romanzo d’esordio, Rapsodia irachena e’ il diario di uno studente detenuto per aver ridicolizzato Saddam Hussein, ma soprattutto descrive l’Iraq perso nel buio di una dittatura brutale e violenta.

Il romanzo parte dal 1989, quando nell’archivio del Comando di polizia di Baghdad e’ rinvenuto un manoscritto scarabocchiato a matita e dalla comprensione incerta. E’ stato scritto senza punti diacritici, ovvero i segni che in arabo consentono la diversa, e corretta, pronuncia fonetica tale da far comprendere le parole. Un funzionario e’ incaricato di ricostruire il testo, pur lascianDo tra parentesi i vari significati che le parole assumano in base ai punti diacritici. Il testo, ora molto piu’ comprensibile, e’ il diario di Furat, giovane studente arrestato un bel giorno di aprile mentre, seduto su un panchina in un parco al centro di Baghdad, attende la fidanzata Arij.

Appassionato di poesia e letteratura, dallo spirito corrosivo e sbeffeggiante, Furat, oramai detenuto, conosce giorno dopo giorno l’incubo del carcere dal quale tenta di fuggire con la mente tornando alla sua vita precedente: l’adolescenza, la famiglia. L’universita’, la dittatura, la guerra Iraq-Iran, le partite di calcio allo stadio, i primi amori. Un Iraq impossibile, permeato in ogni suo angolo dalla presenza oppressiva del regime incarnato nel partito Ba’th, vero e propria riproduzione del fascismo: una cappa orrenda su un paese intero. Coltre che pare rarefarsi soltanto nel finale del diario, ma che durera’ poco.

Antoon scrive bene, molto, ma cio’ che intriga di piu’ del suo libro e’ la narrazione di un Iraq inedito. O meglio, di un Iraq che prende forma al di la’ e nonostante tutto cio’ che si sapeva del regime di Saddam e che e’ stato denunciato per anni all’opinione pubblica internazionale da ”tutti quelli che non sono piu’ tornati”. E il libro e’ infatti dedicato a loro.

“Rapsodia irachena”ultima modifica: 2011-01-04T00:04:48+00:00da libriforever
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