‘Il re Veleno’

2010122812480299_20101228[1].jpgE’ stato sicuramente uno dei piu’ temibili avversari di Roma repubblicana ma e’ passato alla storia soprattutto per il suo elisir segreto contro i veleni: tanto che il suo nome e’ diventato nel corso del tempo un sostantivo (e un verbo) per indicare la capacita’ di neutralizzare una sostanza tossica assuefacendosi ad essa un po’ alla volta.

Re del Ponto vissuto nel primo secolo a.c., Mitridate – che rivendicava tra i suoi avi Alessandro e Dario – e’ stato un implacabile nemico dei romani e un altrettanto abile stratega in patria. Gia’ il suo essere pretendente al trono del regno – un piccolo ma florido territorio sul Mar Nero (Turchia nordorientale) – era derivato dall’assassinio del padre da parte della madre. Donna non raccomandabile dalla quale il futuro re, fuggendo dalla capitale Sinope, si tenne per prudenza defilato fino al compimento del quattordicesimo anno di eta’, quando infine sali’ al trono.

Li’ nacque il mito: pur in giovane eta’ il re si rivelo’, nel corso degli anni, un sovrano di straordinaria intelligenza affiancata ad una sfrenata ambizione. La sua intenzione di fondare un grande impero orientale cozzava pero’ contro la granitica volonta’ imperiale di Roma repubblicana. Mitridate – giusto per far capire con chi Roma avessero a che fare – comincio’ massacrando nell’88 a.c. ben 80 mila romani residenti in Anatolia, conquisto’ la Grecia e il territorio corrispondente all’odierna Turchia: era nato il nuovo Annibale. O almeno cosi’ Roma lo percepi’. Una lunga serie di guerre li oppose l’uno contro l’altro, e il nome del novello cartaginese risuonava con paura per le citta’ della penisola dove si temeva una sua prossima invasione. Mitridate accoppiava non solo intelligenza e ambizione, ma anche una grandissima capacita’ di resistenza tutte le volte che Roma lo batteva sul campo unita ad una snervante (per i romani) abilita’ di sottrarsi alla cattura e a risorgere dalle sue ceneri.

Per questo Roma gioco’ anche di astuzia tentando di eliminare con ogni mezzo un avversario spietato e, per lo stesso motivo, Mitridate intensifico’ la sua conoscenza dei veleni a scopo precauzionale. Come ammise lui stesso pero’ alla fine del suo regno e della avventura di monarca, non aveva previsto l’antidoto al veleno piu’ letale: il tradimento dei soldati, degli amici e dei figli, con in testa Farnace. Mitridate mori’ non di veleno – che non gli fece effetto – bensi’ di spada.

Lontano da li’ Pompeo – che si trovava a Petra – alla notizia sorrise: Roma era salva; l’invincibile e imprendibile nemico era morto.

‘Il re Veleno’ultima modifica: 2011-01-04T00:16:52+00:00da libriforever
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