“I capricci della moda”

0101223143530317_20101223[1].jpg”La moda non ha leggi, non ha regole, ma senza ironia, che noia”. Se lo dice lei. Sull’approccio all’universo fashion, la bionda direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, non e’ seconda a nessuno. I suoi commenti a questo o a quell’argomento che ruota attorno alla moda, pubblicati nel blog della ‘Bibbia della moda’ on line, sono considerati ‘il verbo’. Molti suoi post sul sito vogue.it sono diventati subito argomento di discussione mediatica. Sozzani in persona presenta on line il suo sito il 24 febbraio. Descrive i dettagli e le rubriche, facendo notare con orgoglio che dopo 45 anni di presenza in edicola con le sue pagine patinate, Vogue ”apre le porte al mondo”, mostrando filmati e video dove si partecipa a sfilate e backstage, dove si conoscono stilisti e tendenze, con canali dedicati e rubriche specializzate. Come Vogue Curvy, dove si scopre che le taglie morbide possono vestire come modelle senza complessi. Oppure il canale esclusivo dedicato alle modelle black. Franca Sozzani e’ una donna davvero intelligente che aborre il luoghi comuni: ”basta con la moda commerciale a Milano e creativa a Parigi”. Ed elegante: ”Si parla sempre di come sia vestita e che abiti indossi una persona, con conseguente giudizio finale. E’ elegante o no?. Ma l’eleganza e’ innata. E’ un atteggiamento, non e’ legata a un capo di vestiario”.

La direttrice di Vogue e’ anche un’attenta osservatrice che nota in anticipo il profilarsi di nuove figure professionali o la loro presenza eccessiva. Come nel caso degli stylist: ”Non sono pochi – scrive – gli stilisti ai quali darei un consiglio: basta stylist, le redattrici di moda che aiutano a fare lo styling. Com’e’ possibile che a ogni stagione tutte le aziende in cerca di nuovi stylist finiscano con lo scegliere sempre fra le solite dieci, che poi si parlano tra loro, creando quindi un’omologazione nelle sfilate e un clima competitivo?”. Eppure, Sozzani ammette che ”una brava stylist puo’ cambiare il corso di un servizio di moda ma anche di un giornale. Saper scegliere, abbinare e interpretare non e’ da tutte. Ma le foto sono solo un momento. La sfilata e’ invece il momento creativo di ogni stilista e tale deve rimanere, a meno che lo stilista non sia a corto di idee!”. Nei suoi post Sozzani non dimentica gli amici e sull’ultima sfilata di Alexander McQueen, scrive: ”Non c’era nostalgia, non c’era tristezza negli abiti. C’era colore, oro, sogno. La vera tristezza e’ sapere che non potra’ creare altri sogni come quelli che ci ha regalato in quegli anni”. E non scorda neppure i gay che popolano il mondo della moda: ”E’ fuori questione: alle donne piace avere come amico, anzi come amico del cuore, un gay. Si dice addirittura che sia l’unico amico sincero, fedele, che non ti tradira’ mai e che da te non vorra’ mai nulla. E questo a volte e’ un vero peccato. Ma non importa e’ cosi’ perfetto in tutto che qualche difetto lo deve pure avere”. Nella parte finale del libro, dopo consigli pratici sull’uso del colore o del dress code, Sozzani parla della vita di redazione a Vogue, di come si diventa redattrici o redattori di moda, di come si fa il piano del giornale o una copertina, con una premessa pero’: ”Dimenticate per favore Il Diavolo veste Prada. Miranda non esiste! Prepotenze e capricci? Non ce ne sarebbe neanche il tempo. E poi non vedo chi li sopporterebbe o chi ‘mi sopporterebbe”’.

“I capricci della moda”ultima modifica: 2011-01-04T00:09:53+00:00da libriforever
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