‘Viva la vida’

1290426806816_e3b44767fd9574868c11ab9b6b952627[1].jpgROMA – ”Diego e’ come la mia vita: un lento avvelenamento senza fine, tra gioie di sublime intensita’ e abissi di angosciosa disperazione. Eppure…amo la vita quanto amo Diego”. Frida Kahlo, la pittrice messicana famosa per i suoi ritratti e autoritratti, che sposo’ due volte il pittore murale Diego Rivera, 20 anni piu’ di lei, si racconta con grande intensita’ nel monologo immaginato da Pino Cacucci nel suo nuovo libro ‘Viva la Vida’.

Ambientato in un Messico reale e al tempo stesso immaginario, il monologo mette in scena con immediatezza l’appassionata esistenza della Kahlo segnata fin dalla nascita da problemi di salute, costretta a letto per molto tempo, dove dipingeva anche servendosi di uno specchio, devastata dal grande amore e dai tradimenti di Rivera, anche con Cristina, sorella di Frida.

Protagonista di passioni anche omosessuali, associata al surrealismo al quale ha sempre negato l’appartenenza e morta nel 1954 dopo l’amputazione di una gamba. Era nata nel 1907 ma diceva che il suo anno di nascita era il 1910 quello in cui la Revolucion travolgeva il vecchio mondo. ”Sono nata nella pioggia”. Cosi’ si apre il racconto della pittrice che non nasconde di aver ”contato gli anni della sua vita con il mutare delle protesi sul mio corpo, dei bustyi in gesso e acciaio che ho dipinto e decorato con mille colori come fossero armature per affrontare battaglie carnevalesche, bare variopinte per una farsa di funerale”. La grande forza vitale e il grande dolore di Frida e’ reso ancora piu’ intenso in questo che e’ forse il piu’ toccante racconto dell’esistenza di una donna speciale.

”L’arte, la politica, il sesso…Quanta passione ci ho messo, credendoci con tutta me stessa” dice la pittrice.

Le pagine piu’ belle sono quelle dell’incontro con Diego Rivera (”l’elefante e la colomba” li definisce Cacucci) al quale lei ventenne porta a vedere i suoi quadri, dipinti a letto: ”Ha guardato i quadri. Tre autOritratti. Spietati.

Sensibili. Sensuali, forse. O almeno a lui lo sono sembrati, perche’ ha provato a lanciarsi in una serie di lodi. Ma l’ho subito interrotto: ‘Niente complimenti, voglio critiche serie”.

E poi parla di lui: ”Solo io so quanto sia bello Diego. Solo io. E’ come un cactus messicano: forte e possente, cresciuto nella sabbia e nella pietra vulcanica, irto di spine per gli estranei e con un cuore di dolce tenerezza che solo a me svela”. Il monologo e’ costruito per scene e segue i movimenti di Frida descritti con precisione: raccoglie i capelli e li trattiene, si mette collane e orecchini, va verso una fila di busti ortopedici. Frida parla anche della politica e delle delusioni avute, dell’espulsione di Diego dal partito comunista messicano, da lui fondato e a cui lei era iscritta, e di vedere in suo marito in fondo uno spirito anarchico. Gia’ autore della biografia di Tina Modotti, Pino Cacucci, famoso soprattutto per ‘Puerto Escondido’ da cui Grabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film, riesce ad entrare nella vita della pittrice come se davvero sentisse quello che lei aveva annotato sul suo diario prima di morire: ”continuero’ a scriverti con i miei occhi. Sempre”.

‘Viva la vida’ultima modifica: 2010-11-27T21:01:10+00:00da libriforever
Reposta per primo quest’articolo