‘Viaggi e altri viaggi’

0101115104224676_20101115[1].jpgAl Cairo con Mahfuz, a Lisbona con Pessoa in uno dei piu’ illustri caffe’ letterari, nell’India di cui non si da mai abbastanza, dalle infinite sette esoteriche, e nelle geografie immaginarie degli scrittori.

Antonio Tabucchi racconta il suo essere viaggiatore in un libro speciale: ‘Viaggi e altri viaggi’ in cui il luogo in cui si va ”siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati”.

Lo scrittore, candidato dal Pen Club italiano al Nobel per la letteratura, che ha viaggiato molto e in tanti luoghi, ci mostra l’unicita’ che ogni posto conserva anche nell’era della globalizzazione, basta saperla vedere e sentire l’importanza degli incontri. Visitare e vivere ”in molti altrove” Tabucchi lo considera ”un grande privilegio, perche’ posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita puo’ provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga, come se essa non fosse in prestito, come tutto e’ in prestito nella vita”. Tutti i libri di Tabucchi, e basta pensare al piu’ noto ‘Sostiene Pereira’, a ‘Notturno indiano’ o a ‘Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa, di cui ha curato l’edizione italiana dell’opera, sono in fondo dei viaggi nell’immaginario e alla scoperta dell’essere umano. In questo libro forse in un modo diverso, piu’ esplicito, ma sempre nello spirito in cui il viaggio ha valore in se stesso. ”Sono un viaggiatore – dice Tabucchi – che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi e’ sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull’amore”.

Raccogliere in questo libro i testi nati da viaggi e’ stato,, dunque, ”come farne un galleggiante unico, una barca, una canoa” e indirizzarli, come spiega lo scrittore, ”verso un’unica direzione: il viaggio di un libro”.

Entriamo cosi’ nella casa-museo di Eugene Delacroix e insieme scopriamo la ”segreta atmosfera” di place de Furstenberg a Parigi, per poi spostarci nella Provenza del villaggio di Mougins, amato da Picasso. Ecco il Prado di Madrid con i suoi Goya e l’Escorial dove c’e’ un ”Velazquez ”che a una prima occhiata sembra un Piero della Francesca e che pero’ e’ anche un Velazquez che di piu’ non si puo”’. Ma l’arte, in questo libro, e’ anche quella di sapersi fermare nei giusti hotel e trattorie sui quali l’autore fornisce numerosi suggerimenti pratici, comprese le specialita’ culinarie. Cosi’ i callos (la trippa), piatto tipico di Madrid e dintorni possono ”controbilanciare il sublime in maniera egregia” spiega Tabucchi. Il libro diventa in questo modo anche un utile compagno di viaggio per chi sta per partire, una guida davvero speciale per incontrare nuove realta’. Creta, la Cappadocia, il caotico Cairo con il suo antico Cafe’ Fishawi dove il Nobel Mahfuz andava a scrivere nel pomeriggio. E poi Kyoto, la ”citta’ della calligrafia”, il tragitto in treno da New York a Rhinebeck e in viaggio nei chiles, vale a dire i peperoncini, messicani.

”Scoprirli e’ come esplorare gli insondabili abissi dell’animo umano, con le infinite gradazioni dei sentimenti che ci nutrono, dalla tolleranza al rancore, dall’odio alla vendetta al perdono, dal tenero amore filiale fino alla passione piu’ furibonda”.

C’e anche l’Australia dell’Hanging Rock, il ”pietrone” che si trova in una lugubre campagna, dove scomparvero misteriosamente nel 1900 tre ragazzine in gita con le insegnanti, di cui e’ stata raccontata l’avventura nel libro e nel celebre film ‘Picnic ad Hanging Rock’. Un emozionante ritratto e’ riservato all’Odin Teatret di Eugenio Barba definito ”un palco mobile in giro per il mondo”. ”Qual e’ – si chiede Tabucchi – il vero luogo dell’Odin, qual e’ lo spazio di un teatro (anzi, di un attore)?”. Poi un tuffo nella ”geografia immaginaria di Gregor von Rezzori” e sulle strade di Buenos Aires con Borges. Una carta riproduce i luoghi del libro e la spinta a partire e’ grande.

‘Viaggi e altri viaggi’ultima modifica: 2010-11-27T20:51:25+00:00da libriforever
Reposta per primo quest’articolo