‘Intervista con il mito’

0101123144817103_20101123[1].jpgOriana Fallaci con il suo magnetofono. Oriana Fallaci pungente e implacabile nelle sue interviste che restano un esempio unico di come nel raccontare un personaggio si faccia parlare un mondo. I suoi incontri con i grandi del cinema e della cultura, fra i quali Monica Vitti, Frank Capra, Peter O’Toole, Cesare Zavattini, Paul Newman, Juliette Greco, Toto’, Jack Lemmon, Alain Delon, Kim Novak, Barbara Streisand, Alida Valli e Sean Connery, sono stati raccolti nel libro ‘Intervista con il mito’ in cui viene proposta una selezione, ristretta agli anni Sessanta, dell’ampio materiale giornalistico sullo star system internazionale.

”Testimonianze uniche e preziose che costituiscono un vero e proprio archivio della storia del cinema del Novecento” come sottolinea la nota dell’editore. Ritratti di personaggi che, in molti casi, diventarono amici della Fallaci, come Pier Paolo Pasolini e Ingrid Bergman ai quali sono dedicate pagine in cui l’autrice mostra una particolare delicatezza. In fondo, anche la Fallaci, nel suo inimitabile modo di essere giornalista e di vivere, e’ un personaggio sempre da scoprire. A quattro anni dalla sua morte, avvenuta nel 2006, si sta lavorando a una fiction Rai sulla vita, prodotta dalla Fandango, che fara’ anche un film per le sale tratto da ‘Un uomo’, il romanzo in cui la Fallaci ha raccontato la sua storia d’amore con l’eroe rivoluzionario greco Alekos Panagoulis, negli anni Settanta.

Colpisce in ‘Intervista con il mito’ il reportage su Pier Paolo Pasolini: ‘Un marxista a New York’. ”Sono proprio curiosa di sapere se l’America piace a questo marxista convinto, a questo cristiano arrabbiato, insomma a Pasolini” dice la Fallaci e racconta il suo girare di notte, da solo, per le strade piu’ cupe di Harlem, di Greenwich Village, di Brooklyn.

Ed e’ lo stesso Pasolini a dire alla giornalista di essere ”innamorato dell’America fin da ragazzo” mentre la letteratura americana ”non mi e’ mai piaciuta. Non mi piace Hemingway, ne’ Steinbeck, pochissimo Faulkner: da Melville salto a Ginsberg.

L’establishment americano non ha mai potuto conciliarsi, ovvio, con il mio credo marxista”. Commovente il ricordo della vita coraggiosa e della lotta contro il cancro di Ingrid Bergman.

”Diventammo amiche nel 1962, grazie a un’intervista: la prima che abbia fatto con il registratore” racconta la Fallaci. ”Io l’avevo sempre trattata con la diffidenza che i giornalisti hanno per le dive, lei con quella che le dive hanno per i giornalisti”, ma ”ci univa, sosteneva lei – dice la Fallaci – l’ossessione per la liberta’ e l’indipendenza, l’abitudine di dire a chiunque quel che pensavamo, l’odio per l’ipocrisia e la menzogna”. Tutt’altro registro ha l’intervista a Kim Novak della quale la Fallaci premette di ”non capire un bel nulla: se e’ sincera o se posa, se e’ simpatica o antipatica, se mi piace o mi dispiace”. E Sean Connery, incontrato a Parigi dove stava girando il prologo di ‘Thunderball: Operazione tuono’, dice alla Fallaci delle donne: ”le trovo cosi’ allarmanti, cosi’ preoccupanti. Sempre”. Poi c’e’ la snob miracolata Franca Valeri e la Marilyn made in Italy Virna Lisi descritta come ”un calcolatore elettronico, diciamo, che non commette errori nelle sue operazioni, su tutto offre una risposta scientifica, e finisce con il nascondere in se’ una inconfessabile, ovvia, allucinante tristezza”. A conquistare la Fallaci e’ Barbara Streisand, la ”Cleopatra di Brooklyn”, un personaggio che ci riscatta dalla ”noia nella quale viviamo” secondo la giornalista.

‘Intervista con il mito’ultima modifica: 2010-11-27T21:03:06+00:00da libriforever
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