‘Preti sul lettino’

0101005124624387_20101005[1].jpgIn una lettera del 1928 al Pastore Pfister, Sigmund Freud scriveva di volere ”difendere la psicoanalisi dai medici e dai preti. Vorrei consegnarla – dichiarava – a una razza che ancora non esiste, una razza di curatori di anime laici, che non abbiano bisogno di essere medici e si autorizzino a non essere preti”. A quasi un secolo di distanza, oggi piu’ che mai il lavoro pastorale necessita invece di una sana collaborazione con i laici. A questa conclusione sono arrivati Giuseppe Crea e Fabrizio Mastrofini, psicoterapeuta e sacerdote il primo, caporedattore a Radio Vaticana il secondo, autori insieme di ‘Preti sul lettino’, analisi dello stato del mondo pastorale, in libreria per Giunti, con prefazione di Alberto Oliverio. Quanto di piu’ lontano da un istant book sullo stato della Chiesa dopo i recenti scandali, il libro e’ un viaggio attraverso il ‘non detto’ di molti sacerdoti italiani, ponendo alcune domande: quali problemi hanno oggi i nostri preti e suore? Come vivono, cosa pensano, come se la ”cavano” rispetto alle proprie dinamiche personali e alle quotidiane richieste di aiuto dei fedeli? Se non sono psicologicamente solidi, quanto e come soffrono? Dove trovano sostegno? Il lavoro nasce da alcune consulenze di Crea e Mastrofini all’interno di diocesi e congregazioni, che, incrociate con i dati ufficiali della Conferenza Episcopale e le storie vere raccolte dagli autori, restituiscono un affresco della situazione ”interna” alla vita parrocchiale che non puo’ piu’ esser ignorata. Anche i preti litigano, anche i preti si sentono soli, soffrono di competizioni e hanno un passato che influenza il loro operato. Prima che sacerdoti, ovvio, si e’ sempre uomini, ma se si indossa l’abito talare e tutte le sue responsabilita’ il rischio e’ di rimanere schiacciati dal proprio ruolo, in nome di un’utopica, seppur nobile, vocazione al sacrificio estremo. Se da una parte la Chiesa in Italia si trova in una fase di transizione, impegnata con tutte le strategie possibili a segnare una presenza in campo politico e internazionale, dall’altra infatti i preti si ritrovano sempre piu’ soli e carichi di lavoro (causa anche il forte calo di vocazioni) con una formazione ancorata a modelli anni Settanta. Una ”solitudine ecclesiale” rispetto ai laici, al vescovo, agli uffici centrali (che, anzi, spesso rispondono con ulteriori richieste) e rispetto alla stessa Conferenza Episcopale non di rado ”poco flessibile e accogliente”. Ecco allora il caso di don Ferdinando, che si ritrova oberato di impegni e si rifiuta di credere che l’unica soluzione ai suoi problemi sia la preghiera, per poi accorgersi che fin da piccolo lotta contro aspettative troppo alte per le sue capacita’. O don Alfonso, affetto dalla sindrome del ‘buon samaritano’ fino all’annientamento. E ancora il caso di Don Franco, ossessivo-compulsivo, di Don Pietro il narcisista o di don Armando, la cui identita’ sacerdotale inizia a vacillare quando proietta sulla mamma di un bambino del catechismo il suo vissuto di orfano. Non manca un capitolo dedicato alla sfera sessuale, al problema dell’omosessualita’ e ai motivi che spingono o allontanano dall’abito talare.

Lungi dal volere restituire l’immagine di una Chiesa ”formata da preti in difficolta’ psicologica ed esistenziale”, gli autori concludono pero’ insistendo sulla necessita’ della presa di coscienza di una condizione che ”nulla ha a che vedere con la fede”. Auspicando anzi l’inizio di ”una strada nuova”, che consideri ”il benessere psicologico come una conquista e un diritto per ogni individuo, senza coperture o sovrastrutture ideologiche”.

‘Preti sul lettino’ultima modifica: 2010-10-06T15:25:00+00:00da libriforever
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