“La particella mancante”

0100928132404387_20100928[1].jpgE se davvero Ettore Majorana fosse stato un omosessuale, scappato dall’attaccamento della madre dispotica, dall’incompatibilita’ con i ‘ragazzi di via Panisperna’ e da una crisi personale che lo aveva bloccato in casa per mesi e mesi? E’ la tesi scherzosa, ma non tanto, di Joao Magueijo, un portoghese anch’egli fisico teorico, autore del forse piu’ divertente tra i tanti volumi pubblicati sulla scomparsa del genio siciliano. E forse anche il piu’ completo. Una soluzione che si inserirebbe nel solco dello stile pirandelliano, autore del quale Majorana era appassionato conoscitore.

‘La particella mancante’ (Rizzoli) non e’ solo il neutrino, la grande scoperta del fisico, ma e’ anche lui stesso che, per questioni caratteriali, secondo Magueijo ha scoperto un elemento che gli somigliava molto. Majorana, di cui non si conoscono relazioni con donne, non era un uomo facile: schivo e timido dunque ruvido e spietato, troppo geniale per non essere a volte infingardo, ma anche generoso e indifferente al successo, tanto da apparire arrogante. E da far impazzire il capo di via Panisperna, Enrico Fermi, competitivo e agguerrito, pronto a testimoniare ogni progresso con pubblicazioni sulle riviste specializzate. Lui, Majorana, al contrario, fu battuto sul tempo ben tre volte: non perche’ gli altri avessero capito prima di lui, ma perche’ semplicemente non gli interessava sviluppare alcune idee e soprattutto pubblicarle. Cosi’, quando apprese che le sue teorie su neutrone e interazioni forti furono pubblicate con enorme successo internazionale due anni dopo che lui ci avesse pensato, da Heisenberg, non si arrabbio’, sorrise e manifesto’ simpatia e ammirazione. Non gli e’ stata rubata l’idea: finalmente qualcuno (e questo qualcuno era Heisenberg) era arrivato li’ dove lui era gia’ da tempo, forse in attesa.

Rampollo di una famiglia di ministri, studiosi, inventori (il fratello Luciano aveva inviato alla Ferrari i progetti di un motore turbocompresso, poi lavoro’ a un prototipo di treno elettrico, ma in entrambi i casi fu elegantemente preso per visionario), Ettore trova una tranquillita’ di lavoro e di vita proprio in Europa a fianco di Heisenberg, le cui radici culturali, come lui stesso, affondavano nella letteratura e nella filosofia.

Nel catalogo di follie e tic tipiche dei fisici e simpaticamente descritte da Magueijo, e nel panorama di geni sui quali fioccheranno premi Nobel e riconoscimenti internazionali, Majorana, che piu’ di tutti gli altri meriterebbe di vincere le massime onorificenze, e’ invece l’unico a essere scomparso senza una medaglia di latta. Nemmeno per il suo capolavoro, quella che l’autore definisce la sua ”sinfonia incompiuta”, la ‘Teoria relativistica di particelle con momento intrinseco arbitrario’, pubblicata nel 1932.

Nonostante le tante testimonianze, l’autore non e’ convinto, come scrisse Recami nel suo libro, che Majorana sia riparato in Argentina; ne’, come indicava Sciascia, si sia ritirato in un monastero. Ne’ tantomeno e’ convinto dell’ipotesi del suicidio: nessuno ritira tutto il denaro e si munisce di passaporto prima di ammazzarsi. Per costruire la sua teoria, Magueijo, che e’ profondo conoscitore dell’Italia e della Sicilia e che per scrivere questo libro ha fatto meticolose, scientifiche ricerche, ricorre perfino alla Scomparsa di Pato’ di Andrea Camilleri ed ai fumetti che si interessarono del caso. ‘La particella mancante’ e’ uno splendido libro che ha (anche) il grande pregio di farsi leggere come un grande romanzo in cui dettagliati sono gli affreschi della comunita’ scientifica dell’epoca, incastrata tra le dittature e le leggi razziali negli anni del fascismo e del nazismo, fino alla Guerra Fredda ed al lancio di Fat Man e Little Boy sul Giappone.

Per l’autore, a Stoccolma si potrebbe una volta tanto fare uno strappo alla regola e conferire a distanza di tanti anni al genio un Premio Nobel per la fisica.

“La particella mancante”ultima modifica: 2010-10-06T15:08:14+00:00da libriforever
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