‘Fragments’

0101006125235885_20101006[1].jpgMarilyn mentre legge l’Ulisse di Joyce sulla spiaggia di Long Island. Marilyn che contempla una scultura della Ballerina di Degas. Marilyn con Karen Blixen e Marilyn poetessa. La spumeggiante oca bionda, la diva piu’ sexy di tutti i tempi, mostra oltre alla sua rara bellezza anche una grande passione per la letteratura e la scrittura in cui lei stessa esprime un incontenibile desiderio di scoprire la vita.

Lo mostrano gli inediti scritti tra il 1943 e il 1962: poesie, appunti, lettere, frammenti dei diari e foto raccolte in ‘Fragments’, che esce per Feltrinelli con la prefazione di Antonio Tabucchi e in contemporanea in altri paesi fra cui la Francia (Seuil), la Germania (Fischer Verlag), la Spagna (Seix Barral) e gli Stati Uniti (Farrar, Straus&Giroux). ”Vita – Ho in me entrambe le tue direzioni” scrive l’attrice. E ancora: ”Solo parti di noi potranno mai toccare parti di altri”, ”Mi sa che ho sempre avuto un profondo terrore di essere davvero la moglie di qualcuno dato che nella vita ho imparato che non si puo’ amare un’altra persona, mai, veramente”. Rimasti finora inediti questi testi erano conservati in due scatole lasciate a Lee Strasberg nel 1962, alla morte della Monroe. Ritrovate nel 2007 da Anna, la vedova di Starsberg, sono state ora pubblicate a cura del vecchio amico di famiglia Stanley Buchthal e di Bernard Comment, editor delle Editions du Seuil. Rivelano un aspetto inedito e per molti versi sorprendente di Marilyn che appare come ”una giovane donna inappagata da superficiali questioni d’apparenza e tesa a cercare la verita’, nelle cose come nelle persone” sottolineano i curatori che spiegano anche come ”tre o quattro di questi documenti possono essere stati pubblicati altrove, integralmente o in parte, senza autorizzazione. Qui acquistano un nuovo senso”. La stessa Norma Jeane, vero nome di Marilyn Monroe, si descriveva come ”due persone in una”, un po’ come vuole il suo segno zodiacale, i gemelli. ”Penso di avere dentro di me un lato gioioso e uno triste” disse in un’intervista, ricordano i curatori. Nella prefazione Tabucchi spiega che ”Dentro quel corpo, che in certi momenti della sua vita Marilyn porto’ come si porta una valigia, viveva l’anima di un’intellettuale e di un poeta che nessuno sospettava” e vede nel desiderio di Marilyn di essere nella prossima vita una farfalla un commiato inconsapevole dell’attrice.

La preziosita’ di questo libro, diverso dai tanti usciti finora sulla diva di tutti i tempi, e’ che a parlare e’ solo e soltanto lei con parole scritte a mano, cancellate, che sulla pagina in alcuni casi sembrano dei puzzle, che esprimono la sua depressione, il rapporto con la psicanalisi, la spinta ad amare, il bisogno di una disciplina, la paura della follia che aveva segnato la madre e la nonna, l’amore per il suo lavoro che voleva fare sempre meglio e uno sguardo alla fine sempre piu’ disincantato. Il suo bisogno di ordine si vede anche negli Appunti di cucina in cui ogni cosa e’ prevista nei dettagli quando deve organizzare una cena di compleanno per Helen Schneider. Mentre , dopo un anno di analisi. ”Aiuto aiuto Aiuto Sento la vita farsi piu’ vicina quando voglio solo morire” dice Marilyn e riflettendo sulla vita: ”Ci vuole solo decisione per non farsi travolgere”. Nel dicembre del ’61 in una lettera a Lee Strasberg scrive: ”Come sai, da anni lotto per trovare una certa sicurezza emotiva ma senza grande successo, per numerosi motivi diversi”. In appendice la sua foto preferita, quella con il fiore scattata da Cecil Beaton il 22 febbraio 1956, l’elogio funebre di Lee Strasberg e alcuni libri dalla sua biblioteca personale fra i quali figurano Madame Bovary di Flaubert e Sulla Strada di Kerouac. Restano fuori da Fragments’ gli appunti sul mestiere di attore che, spiegano i curatori, potrebbero comporre un’altra raccolta.

‘Fragments’ultima modifica: 2010-10-06T15:26:57+00:00da libriforever
Reposta per primo quest’articolo