“La vita e’ un’altra storia”

1280402497233_Copertiva_Barth[1].jpgIn inizio fu – come per tanti, nemmeno a dirlo – Borges. Quello delle ficciones. E dopo Borges – come per tanti, ma meno scontato – fu Italo Calvino, Le sue lezioni americane. Lasciò un segno importante, un’incisione da qualche parte della sua pietra di talento, che lo accompagna ancora oggi, molti molti anni dopo. Quando lo scrive e quando lo dice, John Barth fa emozionare. Lui, americano poco più che ottantenne, non ha debiti da pagare, piuttosto crediti da esigere, ma il ricordo di quell’italiano è nitido ed ugualmente emozionante. Sentirlo dire direttamente dalla sua voce in occasione della recente conferenza romana, è un tributo e un piacere.

E un tributo è ‘La vita e’ un’altra storià, racconti scelti che Minimum Fax pubblica oggi di questo scrittore ritenuto uno dei capostipiti della narrativa postmoderna. Non si tratta di racconti qualunque, sono i suoi migliori scritti dal 1968 ad oggi, quelli che ha imparato a scrivere – oppure che hanno miglior senso compiuto – dopo la approfondita lettura di Borges e i consigli di Calvino. Barth, gemello di Jill, dato anagrafico che lo contraddistinguerà nella vita, si professa più un autore di romanzi, ma il racconto è stata una sfida continua. La lezione è fatta propria, metabolizzata. Dei maestri si individua poco, quasi nulla nei nuotatori che affrontano il mare della vita in un lungo, simbolico racconto. E il mistero, la spinta, l’energia che muove tutti in questa confusione che decima metro per metro, è l’amore. E’ vero, non è vero? Che importanza ha, fondamentale è crederci. Perfino il protagonista, colui che sopravvive ai più quotati, forti, convinti nuotatori, deve fare i conti con il sentimento.

Ma Barth è anche profondamente americano: i suoi argomenti, le ambientazioni non hanno nulla di straordinario, piuttosto di un quotidiano perfino noioso ma dal quale riesce a sviscerare aspetti ed emozioni non comuni. Una gita al luna park, un viaggio in aereo, incontri tra coinquilini di un complesso residenziale, vicende quotidiane tratte da un matrimonio felice sono il pane quotidiano dei suoi scritti. Occasioni semplici, circostanze comuni all’intera borghesia occidentale ma cariche di suggestioni che dalla loro banalità giungono fino all’indagine sul senso della letteratura. Se non a quello dell’esistenza, talvolta. Perfino lo stupratore seriale acquattato nell’ombra pronto a scattare su una vittima femminile é un elemento scontato della scenografia. Arriva sul posto dove intende consumare il suo ennesimo crimine senza nemmeno aver deciso se la vittima sarà la donna di mezza età che è nella villa con il marito oppure la splendida mamma in casa sola con i due bambini. Come una ripresa cinematografica, l’occhio di Barth si poggia non sul violentatore uomo ma sul parassita che sta per aggredirlo.

Attraverso il decorso della malattia che ne scaturirà apprendiamo il futuro dello stupratore, secondo una consequenzialità naturalistica, antropologica. Il volume è a cura di Martina Testa (che ha tradotto anche un racconto); la traduzione è di Damiano Abeni e Moira Egan. Minimum Fax di Barth ha già pubblicato L’opera galleggiante – che nell’occasione viene riproposta con un saggio inedito dell’autore e in una nuova edizione – e La fine della strada. Barth è autore di diciotto tra romanzi, raccolte di racconti e saggi

“La vita e’ un’altra storia”ultima modifica: 2010-08-11T23:56:09+00:00da libriforever
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