“Portami a casa”

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(di Nicoletta Tamberlich)
”Papa’ e’ morto”, annuncia Wendy con nonchalance, come se fosse gia’ successo prima, come se succedesse ogni giorno. Puo’ dare veramente sui nervi questo suo modo di fare, il suo restare perfettamente imperturbabile sempre e comunque, persino di fronte alla tragedia. ”E’ morto due ore fa”. ”Come sta mamma?”: ”mamma e’ mamma, sai? Ha voluto sapere quanto doveva dare di mancia al coroner”. Cosi’ si apre ‘Portami a Casa’, l’ultimo romanzo di Jonathan Tropper.

A poche settimane dall’uscita e’ schizzato ai vertici delle classifiche americane, unanimemente acclamato dal pubblico e dalla critica Usa come il suo miglior romanzo. Autore di numerosi libri di successo, che hanno avuto trasposizioni cinematografiche riuscite, l’autore utilizza l’ironia e il tocco leggero per presentare tematiche serie e complesse.

Sfrenatamente divertente ed emotivamente catturante, questo e’ un romanzo che esalta l’amore, il matrimonio, il divorzio e, soprattutto, quel legame indissolubile che ci unisce per tutta la vita che ci piaccia o no: la famiglia.

E la famiglia Foxman, in particolare, puo’ raggiungere un livello di tossicita’ letale. Ed e’ quello che sta pensando il trentenne Judd Foxman mentre, di fronte al suo piatto di salmone e patate, cerca di estraniarsi dalle urla dei nipotini. Il telefono del cognato non smette mai di squillare, la sorella non fa che scoccargli frecciatine acide, in combutta con il fratello minore, mentre la madre, stretta in un vestito troppo provocante, gli rivolge solo sguardi di commiserazione. L’unico desiderio di Judd e’ scappare lontano e non pensare piu’ a tutti i guai della sua vita. Perche’ Judd e’ senza casa, senza moglie, che l’ha appena tradito con il suo capo, e ora anche senza piu’ un padre, morto all’improvviso. Per questo e’ dovuto tornare a casa e non puo’ fuggire.

Le ultime volonta’ del genitore richiedono che venga celebrata la Shiva, il periodo di lutto prescritto dalla religione ebraica: per sette giorni consecutivi tutta la famiglia dovra’ riunirsi sotto lo stesso tetto. E sette giorni possono essere un tempo infinito, soprattutto se i componenti della famiglia sono tutti fuori di testa e non riescono a stare per piu’ di ventiquattr’ore insieme senza scannarsi. Ne bastano molte meno perche’ la casa diventi una polveriera pronta per esplodere a causa di vecchi rancori, passioni mai sopite e segreti inconfessabili.

Una storia di famiglia e di amicizia, di verita’ nascoste e di perdono, piena di segreti e di sorprese come la vita. Una famiglia popolata da personaggi vividi e familiari, raccontata con grande intelligenza e dialoghi pungenti, acuti, talvolta violenti. Ma che stupisce, sorprende il lettore ad ogni pagina.

“Portami a casa”ultima modifica: 2010-05-12T04:06:47+00:00da libriforever
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