UN LIBRO AL GIORNO

“Storia delle nuvole”

Evanescenti, ambivalenti, in continua metamorfosi. Parlare delle nuvole e’ come cercare di dare forma a qualcosa che e’ sempre in divenire. Tonino Ceravolo, esperto di storia e antropologia religiosa, e’ riuscito nella difficile impresa di scrivere una ‘Storia delle nuvole’ da Talete a Don DeLillo. Il libro parte dall’ipotesi nebulare di Kant-Laplace sull’origine del mondo da una nuvola per arrivare al crollo delle Torri Gemelle a New York e alla fine del mondo collegata sempre a una nube.

”Se il mondo, come aveva sostenuto Kant nel 1755, e’ nato da una nuvola, una nebulosa originaria matrice primitiva di tutto cio’ che esiste, allora a causa di una nuvola potrebbe anche finire” sottolinea Ceravolo che valuta anche la possibilita’ che, se l’universo e’ sorto dal Big Bang ”allora da una nuvola di polvere (o da tante nuvole di polvere) la fine potrebbe, prima o poi, cominciare”. Ipotesi poi non cosi’ lontane dalla realta’ contemporanea solo se si pensa alla recente eruzione del vulcano Fimmvorduhals in Finlandia e alla paralisi del traffico aereo che ha creato la nube di ceneri che ne e’ scaturita.

Ceneri di grandi eruzioni vulcaniche, polveri sottili e ultrasottili segnano questi ultimi tempi suggerisce Ceravolo, direttore della rivista Rogerius, in un excursus nella storia delle nubi di polvere che nella letteratura italiana del Novecento trovano il loro apice nel lungo racconto ‘La nuvola di smog’ di Italo Calvino. E che dire delle ”nubi assassine”, nubi tossiche, nubi terrificanti come quelle di Seveso, Bhopal, Chernobyl o radioattive come il fungo atomico di Hiroshima e Nagasaki, in cui si manifesta il virus della distruzione. Ecco che allora le nuvole diventano ”il terminale delle nostre paure, una sede tanto piu’ idonea a rappresentare le angosce e gli incubi della nostra coscienza quanto piu’ pensata come celeste, aeriforme, nobile”. Proprio il fatto che possano apparire come l’incarnazione ”’vivente’ dell’imprevedibilita’ , di cio’ che rifugge da leggi e regole, ne fa il ‘candidato’ ideale a cui assegnare il ruolo della minaccia che giunge improvvisa e che scompagina le vite degli uomini”.

Catastrofismo a parte, Ceravolo ricostruisce anche la ”storia culturale” delle nuvole da Talete a Don DeLillo. Ma ancora una volta nel romanzo di quest’ultimo, Rumore bianco’, domina ”l’evento tossico aereo, la nube potenzialmente mortale” che scompagina la vita della famiglia Gladney e non solo. Insomma, la nuvola ”dell’ultimo giorno” accompagna l’immaginario collettivo nel corso dei secoli. L’autore nell’epilogo parla infatti di questo libro innanzitutto come di una ”storia della percezione delle nuvole, del sentimento delle nuvole, dello sguardo umano sulle nuvole, che le ha osservate come metafora e come realta’, come segno e come cosa”. Una cosa e’ certa: le nubi sono rimaste tutt’ora irriducibili alle leggi dell’oggettivismo scientifico. E c’e’ ancora spazio per quel momento di sospensione fra terra e cielo in cui avere ”la testa fra le nuvole”.

“Storia delle nuvole”ultima modifica: 2010-05-08T01:58:47+00:00da
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